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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

lunedì 7 giugno 2010

L'UNIONE DEGLI STATI EUROPEI RESPONSABILE DELLA CRISI ECONOMICA ITALIANA

                            EVVIVA LA LIRA

                  CHE TU SIA BENEDETTA SALVATRICE

Tutti, tranne gli imbecilli, lo pensano, ma nessuno degli addetti ai lavori si muove, per ovviare ai danni che la moneta unica (EURO) ha procurato e continua a produrre.
Prima di inoltrarmi nell’analisi economica dei danni procurati dall’Euro, voglio aprire una parentesi di natura socio-culturale (antropologica), in merito all’unificazione degli stati Europei. Ovviamente, oggi, parlare di quest’argomento può sembrare alquanto banale e anacronistico, ma è bene ricordarsi ogni tanto, del grandissimo errore fatto nel voler costituire un’Europa unita.
Spesso, rifletto sull’argomento e  mi convinco sempre più della forzatura innaturale effettuata dai sostenitori ed attuatori del processo d’iniziazione dell’unione degli stati d’Europa. Uso il termine “innaturale” perché è l’unico aggettivo che mette subito in evidenza l’errore commesso.
Alcide de Gasperi, Altiero Spinelli, Robert Schuman, Konrad Adenauer, Jean Monnet, Paul Henri Spaak, Jaques Delors. Sono questi gli uomini che hanno proposto e sostenuto al punto tale da riuscirci, l’unione dell’Europa. Un comune denominatore unisce questi storici personaggi, responsabili del disastro economico che oggi stiamo subendo. Erano tutti d’ispirazione Cristiana. Verrebbe spontaneo dire: che Dio li maledica, ma vista la vicinanza al Padreterno, non credo che possiamo sperare in questa punizione Divina.
Appartenenti tutti alla stessa dottrina e credendo di fare un bene all’umanità, hanno dimenticato gli elementi fondamentali che servono affinché un gruppo possa convivere senza alcuna ripercussione.
Il primo elemento è la cultura e poiché la cultura è appresa, le persone che vivono in luoghi diversi avranno differenti culture.
Influiscono ancora moltissimi elementi che ostano la convivenza tra popoli diversi: la lingua, Il clima, l’alimentazione, la posizione geografica, le influenze dominanti remote, ecc. ecc.
Seppur giustificati dalla loro ispirazione Cristiana, i su citati personaggi, mossi allora, verso l’unificazione degli stati Europei, dal concetto di fratellanza Cristiana, oggi, non è più possibile continuare a mantenere le stesse teorie e continuare in un percorso completamente sbagliato e innaturale.
Si possono unire o addirittura saldare materialmente i confini degli stati Europei, creando un solo grande territorio, ma, mai e poi mai si potrà raggiungere l’eguaglianza sociale, culturale ed economica. Questa è mera utopia e, visti i fallimentari risultati finora raggiunti, soprattutto in campo economico (cosa da non sottovalutare), si dovrebbe porre immediatamente rimedio, portando al pristino stato le cose.
In primis, il ritorno alle monete originarie. Da ricordare che dei ventisette (27) Stati dell’Unione, soltanto sedici (16) hanno adottato l’Euro; gli altri undici (11), sono fuori ed economicamente per il momento salvi.
Credo sia urgentissimo e prioritario rivedere la questione moneta unica, poiché il male incomincia il suo inesorabile cammino della metastasi.  Bisogna intervenire prima che il morbo si diffonda e  si radichi in tutti i paesi dell’Europa, rendendoli incurabili. A quel punto la politica non potrà più nulla, salvo preoccuparsi dell’ordine pubblico. Perché è evidente che il collasso del nostro sistema monetario, in un contesto recessivo e con una disoccupazione dalle percentuali allarmanti, produrrebbe rivolte sociali e crisi politico-istituzionali di dimensioni imprevedibili.