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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

mercoledì 29 settembre 2010

NOI SUD: IL PARTITO DEL SUD CHE APPOGGIA IL GOVERNO BERLUSCONI PER TRAMITE DELL'ONOREVOLE LUCIANO SARDELLI

     ONOREVOLE LUCIANO SARDELLI, DI SEGUITO HO PUBBLICATO IL PROGRAMMA DEL SUAO PARTITO.
AVREBBE FATTO MEGLIO  A  LEGGERLO PRIMA DI ESTERNARE ALLA CAMERA LE SUE VERGOGNOSE DICHIARAZIONI A FAVORE DEL GOVERNO BERLUSCONI, TRADENDO  GLI ONESTI MERIDIONALI CHE LE HANNO DATO FIDUCIA, VOTANDOLA RAPPRESENTANTE DEL POPOLO DEL SUD. SI VERGOGNI!!!!!   
  
     Noi meridionali purtroppo registriamo: 20% di disoccupazione generale 54% di disoccupazione giovanile reddito pro capite inferiore che la Nord del 49% 30% delle famiglie sono indigenti, cioè vivono con meno di 500 euro al mese dei 2,5 milioni di poveri assoluti, 2 milioni sono nel Sud le province del meridione sono le ultime per qualità della vita 70.000 giovani meridionali ogni anno sono costretti ad emigrare
Siamo stati traditi da tutti i partiti e da tutti i governi da sempre. Con dolore dobbiamo ammettere innanzitutto di essere stati traditi dai politici meridionali di destra e di sinistra che invece di battersi per gli interessi dei meridionali hanno privilegiato solo quelli personali, tradendo le aspettative di 25 milioni di persone.
Non è più accettabile che un giovane nato nel meridione, debba avere opportunità inferiori ad un coetaneo del nord.
Quella che vi proponiamo è una battaglia di diritti e di equità, ma prima ancora è una battaglia di dignità di un popolo, il meridionale, dalle grandi tradizioni culturali ingiustamente emarginato e trascurato.
Lo vogliamo realizzare soprattutto spazzando via la vecchia classe politica e dirigenziale, vera causa della nostra arretratezza.
Il movimento meridionalista “IO SUD”, che è nato e sta sempre più crescendo non è ne di destra ne di sinistra, ma appartiene alla nostra Gente.
Non siamo contro nessuno, solo a favore dei meridionali e ci opporremo ad ogni tentativo di ingiustizia.
Rifiutiamo quell’assistenzialismo che ci offende fino ad oggi utilizzato dai politici meridionali per creare quella palude in cui si sono sviluppati i germi di quel clientelismo che ha permesso di elargire solo a pochi “amici”, ciò che sarebbe stato diritto di tutti. ."Lo stesso presidente Napolitano ha avuto il coraggio di ammettere che nessun progetto per il sud sarà credibile con questa classe politica (Gennaio 2009 a Reggio Calabria)". " Per il resto va bene se non è troppo lunga".
Quello che è nato con “IO SUD” non è una novità perché è sempre esistita un anima meridionalista, una grande dignità meridionale, una coscienza di grande tradizione culturale ed insieme la consapevolezza di essere stati traditi.
l nuovo meridionalismo è una mentalità, è una corrente di pensiero, è scienza dello sviluppo locale, è una attività di ricerca, di analisi, di proposte sociali ed economiche per il Mezzogiorno d’Italia, è amore per la propria Terra e per la propria Gente, è rivendicazione dei propri diritti, è battaglia di dignità, è voglia di pulizia morale e di giustizia sociale e vuole rappresentare un modello di sviluppo non solo per il meridione d’Italia, ma per tutti meridionalismi d’Europa e del mondo.
Non pensiamo ad un Mezzogiorno isolato, poiché ben sappiamo che il nostro futuro è indissolubilmente legato ad una piena integrazione con quell’Europa che rappresenta il più grande aggregato di cultura, tradizione, tecnologia e solidarietà del Pianeta.
Il riconoscimento dei diritti di tutti, che dovrebbe essere automatico per la politica e patrimonio culturale dei Governi centrali , regionali, provinciali e comunali, purtroppo, data l’incultura della nostra classe politica di fatto non lo è mai stato.
Sostiene l’ambasciatore Sergio Romano che sarebbe giusto affidare le proprie istanze ai partiti nazionali i quali dovrebbero operare nel senso dell’equità per l’intero territorio nazionale.
L’ambasciatore avendo un alto spessore morale, ragiona con la propria etica purtroppo ignorando qual è l’etica altrui.
Di fatto nei 160 anni dall’Unità d’Italia e nei quasi 70 anni di stato repubblicano, i meridionali ci troviamo, per esserci affidati ai partiti nazionali e ai loro uomini politici, nello stato disagiato e emarginato in cui siamo.
Purtroppo in Italia per lo scarso senso della democrazia e di civiltà dei politici, si ottiene in ragione direttamente proporzionale alla forza elettorale.
Questa oggi è completamente sbilanciata verso il Nord, con la Lega Nord , il PD del Nord e con Berlusconi che è costretto ad ammettere che non può contrastare Bossi per poter governare.
In queste condizioni non tanto per andare contro il Nord, ma solo per vedere riconosciuti i diritti del Sud, è indispensabile abbandonare le divisioni ideologiche per stare insieme in un progetto che dia forza alle legittime istanze dei meridionali.
In questo noi siamo la punta di diamante di una politica moderna e di una moderna rappresentatività.
Con la nostra presenza, non cambierebbe niente a livello della politica nazionale e della formazione dei governi. Mentre oggi i partiti nazionali debbono confrontarsi con la Lega Nord accettandone i programmi, domani dovrebbero fare lo stesso con un movimento meridionalista.
Bossi avendo capito che si può attuare il proprio programma solo stando al Governo, di volta in volta ha scelto di allearsi con chi avrebbe vinto.
La nascita di una forza meridionalista è l’unica via per costringere la politica a porre l’attenzione verso il Mezzogiorno così da neutralizzare il gap che lo separa dal Nord.
Facciamo un appello a tutti a privilegiare i propri diritti e quelli dei propri figli alle ideologie che pur restano come patrimonio in ognuno di noi.
Ci rivolgiamo soprattutto a voi giovani perché possiate difendere il vostro futuro. Senza di voi nessuna civile rivoluzione è mai stata possibile.
Il nostro è un progetto politico moderno di LIBERISMO SOCIALE, che supera il liberismo puro ed egoistico della destra economica e lo statalismo della sinistra storica e si pone come l’unico vero progetto riformista.
Le società cambiano, si evolvono, si modificano i costumi e le economie e di volta in volta è compito della politica adeguarsi e trovare soluzioni alle nuove esigenze in grado di rispettare insieme il singolo e la collettività.
I liberismo puro della destra economica privilegia il ibero mercato attuando una competitività sfrenata e pone il profitto al di sopra dell’esigenze e della tutela del più debole.
Questo è inaccettabile per una società civile.
Lo statalismo della sinistra storica è anacronistico in una economia globalizzata e per un verso diametralmente opposto arriva con l’avere gli stessi risultati negativi nel non poter aiutare le classi sociali più deboli. Infatti perché si possa realizzare un vero stato sociale è necessario cha lo Stato abbia disponibilità economiche, perché la solidarietà ha dei costi e poiché lo statalismo rende la società economicamente non competitiva e quindi povera non è per questa strada che si può attuare la solidarietà.
Di conseguenza l’unica via percorribile e moderna è il liberismo sociale che unisce due programmi solo apparentemente antitetici: il liberismo ed il socialismo.
E’ con la convivenza di questi due progetti sociali che si potrà realizzare una società giusta, ricca e solidale.
Uno stato moderno deve aiutare le imprese a svilupparsi per poter soddisfare le richieste di occupazione e produrre quella ricchezza che dovrà far ricadere sui più deboli.
In questa ottica sono anacronistiche quelle strutture che fino ad oggi hanno rappresentato gli interessi degli imprenditori e dei lavoratori, Confindustria e sindacati, sempre in contrasto.
Oggi non esiste più l’imprenditore da una parte e il lavoratore dall’altra, ma in una economia globale esiste solo l’impresa di cui entrambi i soggetti ne fanno parte, o si vive insieme o si muore insieme.
E’ necessario quindi, ripensare anche le associazioni che rappresentano i vari soggetti.
Ammette Confindustria finalmente, che oggi gli imprenditori devono avere attenzione agli interessi della collettività se vogliono realizzare i propri.