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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

martedì 7 settembre 2010

Quale Democrazia?...........


  

    Il termine democrazia deriva dal greco (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo.
Il concetto di democrazia non è cristallizzato in una sola versione o in un'unica concreta traduzione, ma può trovare ed ha trovato la sua espressione storica in diverse espressioni ed applicazioni, tutte caratterizzate per altro dalla ricerca di una modalità capace di dare al popolo la potestà effettiva di governare. Una prima classificazione della democrazia può essere tra democrazia diretta e democrazia indiretta. Nella democrazia diretta il potere è esercitato direttamente dal popolo, come avveniva nell'antica Grecia, dove i cittadini si riunivano nell'agorà (oggi la piazza). Nella democrazia indiretta il potere è esercitato da rappresentanti eletti dal popolo (il parlamento).
L'Italia è una repubblica parlamentare (quindi a democrazia indiretta) che usa come unici strumenti di democrazia diretta il referendum abrogativo e l'iniziativa popolare. La Svizzera è una delle poche repubbliche al mondo che funzionano con il meccanismo della democrazia diretta, ovvero, il popolo decide direttamente sulle cose importanti da fare. Strumenti di questa democrazia diretta sono il referendum abrogativo e il referendum propositivo, che possono essere indetti da Parlamento e Governo o direttamente dai cittadini, tramite le petizioni di firme. La Costituzione disciplina le materie che devono obbligatoriamente essere sottoposte al voto popolare. Fra queste: qualsiasi modifica alla Costituzione e l'introduzione di codici di leggi come quello civile e penale.
La democrazia è una forma di stato che, nella moderna sua accezione, si è affermata in modo particolarmente significativo nella storia contemporanea. Nell'arco di più di due millenni, il concetto di democrazia ha tuttavia vissuto una continua evoluzione, subendo importanti modificazioni nel corso della storia. Le prime definizioni di democrazia risalgono all'antica Grecia.
Un esempio è il principio aristotelico che distingue fra tre forme pure e tre forme corrotte di governo: monarchia (governo del singolo), aristocrazia (governo dei migliori) e politía (governo di molti), esse secondo il filosofo rischiavano di degenerare rispettivamente in dispotismo, oligarchia (governo di un'élite), e democrazia (potere gestito dalla massa, dittatura della maggioranza, "quantitativismo" politico e per ciò stesso dispotico e autoritario). Va ricordato, infatti, che nell'antica Grecia la parola democrazia nacque come espressione dispregiativa utilizzata dagli avversari del sistema di governo pericleo. Infatti la parola "kratos", più che il concetto di potere (meglio designabile da "archìa") rappresentava quello di "forza materiale" e, quindi, "democrazia" voleva dire, press'a poco, "dittatura del popolo" o "della maggioranza". I sostenitori del regime ateniese lo definivano come "isonomia" (ovvero eguaglianza delle leggi per tutti i cittadini ed eguale potere di intervento di questi sulla cosa pubblica). Peraltro, all'isonomia si legavano i principi di "parresìa" (libertà di parola) ed "eleutherìa (libertà in genere). La stragrande maggioranza degli stati mondiali oggi si definisce "democratica". Fra gli stati democratici però si possono distinguere differenti gradi di democrazia, e non è sempre semplice riconoscere la democraticità di uno stato. Diversi studi sono stati eseguiti da differenti enti per stabilire il grado di democrazia di uno stato. Fra questi spicca quello eseguito ogni due anni dal settimanale The Economist e conosciuto come Democracy index, che prende in esame 167 nazioni e stabilisce per ognuna di esse un grado di democrazia, con un punteggio da 0 a 10. Dall'ultimo esame, alla fine del 2008, la Svezia è risultata essere la nazione più democratica al mondo con un punteggio di 9.88 secondo i parametri stabiliti dal The Economist, mentre la Corea del Nord chiude la classifica con un punteggio di 0.86. L'Italia risulta essere una "Democrazia completa" con un punteggio di 7.98, al 29º posto della classifica, dopo che nel 2006 era stata considerata una "democrazia con difetti". La prossima relazione del settimanale è attesa per la fine del 2010.
Studi recenti di economisti e matematici mostrano come la democrazia non sia qualcosa di compiuto e ben definito, come si tende a credere nel senso comune. In effetti un approccio filosofico tende a considerare la democrazia un concetto intrinsecamente imperfetto. La prima critica che si fa alla democrazia è il paradosso insito in se stessa, ovvero se la maggioranza delle persone desiderasse un governo antidemocratico, la democrazia cesserebbe di esistere. Tuttavia se si opponesse cesserebbe di essere democrazia in quanto andrebbe contro alla volontà della maggioranza. Un esempio di questo tipo è quello di un Paese con una forte maggioranza di una religione nel quale un partito porta i leader religiosi al potere, disconosce la laicità dello Stato, e desidera instaurare una teocrazia; oppure di un orientamento politico che rifiuta la Costituzione e di indire nuove elezioni democratiche. In secondo luogo si puntualizza un fattore semantico troppo spesso volutamente frainteso: le parole "democrazia" e "libertà" non sono sinonimi. Ogni sistema politico può essere democratico o non democratico. In ogni sistema politico può esserci libertà oppure non esserci. Ma queste due parole non necessariamente vanno di pari passo. In un sistema può esserci democrazia senza libertà, e può esserci libertà senza democrazia.
La domanda sorge spontanea: In Italia, che sistema politico abbiamo? Una democrazia senza libertà direi, ovviamente è una mia opinione. Il Presidente Silvio Berlusconi la pensa diversamente, affermando che in Italia c’è troppa libertà. Certo, troppa libertà da parte dei politici a fottere il “Popolo Sovrano”