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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

martedì 19 ottobre 2010

Reggio Calabria così com’è: Tanti doveri, pochi diritti

    
   Nel mentre l’Esercito fa la guardia all’aria fresca, divenendo un fatto straordinario di dominio internazionale, per il quale il Governo si è riunito in seduta straordinaria per deliberare l’utilizzo dei militari a Reggio Calabria, la Città scivola verso il sentiero dell’abbandono a se stessa.
Oramai la maggior parte dei Reggini si sono rassegnati all’idea di dover vivere in una Città sottosviluppata. La falsità politica degli anni trascorsi e quella attuale, pian piano sta emergendo, mettendo a nudo il vero operato di chi enfaticamente sostiene di aver cambiato le sorti della Città, suscitando nei Reggini memorie remote di quand’era veramente “bella e gentile”.
Di cosa dobbiamo essere orgogliosi e vantarci? Del solo fatto di essere stati annoverati nell’elenco delle Città c.d. metropolitane? Qualcosa non quadra, i conti non tornano. Una Citta metropolitana legalmente Istituita in diritto e in fatto, deve possedere dei servizi quantomeno sufficienti per soddisfare gli utenti residenti nel territorio. Ebbene, Reggio Calabria non ha nulla di ciò, solo servizi mediocri, indegni di essere chiamati tali:
Un aeroporto che deve elemosinare voli, tariffe e rotte, mentre da Lamezia e Catania decollano ogni 20 minuti voli per ogni destinazione, anche internazionali ed a prezzi stracciati. Uno scalo aeroportuale senza prospettive, che genera soltanto rossi di bilancio ogni anno. Coperti poi dagli interventi Pubblici, ovvero dai cittadini.
Un stazione ferroviaria declassata più dei treni che vi arrivano e che partono. Trenitalia investe moltissimo nell’ Alta velocità, guadagna altrettanto, sana i bilanci, fa cassa. Forse fa anche felici i viaggiatori. Ma soltanto quelli da Roma in su.
Trenitalia fa bene a modernizzare il Paese, a rendere più veloci e rapidi i collegamenti. Ma dovrebbe farlo in tutto il Paese, in tutte le tratte, per tutti i convogli. In realtà, vedere sfrecciare il Freccia Rossa-Alta Velocità, fa sentire gli italiani come un popolo diviso in due: quelli che corrono con i treni modernissimi - e molto cari -, e quelli che viaggiano su treni sporchi, indecenti, lenti,  sempre in ritardo e per giunta anchessi cari. Destinati soltanto al collegamento delle città meridionali, prediligendo Lamezia Terme come capolinea del sud per i treni più importanti, tagliando fuori la stazione di Reggio Calabria.
La Metropolitana di superficie Melito-Reggio-Villa-Rosarno funziona con due catorci di treno che devono coprire l’intero tragitto sovraffollati, lasciando spesso gli utendi appiedati 
Un porto che dovrebbe essere il fiore all’occhiello per Reggio Calabria, Città continentale affacciata sullo stretto, capolinea di tutti i collegamenti per le isole è stato invece ridotto a uno strumento speculativo. La Metromare, come noto, ha esordito nel traghettamento lo scorso 28 giugno, suscitando, unanimemente, pesanti e motivate critiche, sia da parte dei pendolari che degli enti locali coinvolti nell’operazione. Il biglietto A/R della tratta Reggio-Messina costava, fino al 27 giugno, 4,50 euro, mentre la tariffa applicata dal Consorzio Metromare per la medesima tratta è di ben 7,00 euro, obbligando altresì i viaggiatori a rientrare entro orari stabiliti, pena la perdita del titolo di ritorno. Questo aumento, ingiustificato ed ingiustificabile, che punisce pesantemente i pendolari, studenti e lavoratori in primis, viene deciso nonostante la gara triennale aggiudicatasi dal Consorzio Metromare prevede l’esborso da parte della collettività di un importo triennale di ben 24.990.000,00 euro (24 milioni 990 mila euro). Per quest’importo i viaggiatori dovrebbero salire a bordo gratis. 
Lo sconforto di dover vivere in una realtà così emarginata spesso porta a pensare di voler scappare via da questa Città e realizzare altrove i propri progetti. Gli affetti e il grande attaccamento a questa terra frenano in parte la voglia di scappare via, però, riducono notevolmente la possibilità di realizzarci in quello che più ci garberebbe.
Siamo vittime delle grandi menzogne politiche, degli inganni basati su teoremi che altro non erano e sono tuttora, mere strategie elettorali, volte ad accaparrasi i voti di un popolo che spera sempre nell’intervento e nell’interesse di qualche politico onesto e coscienzioso, lontano dalle logiche dell’affarismo e dai velletari interessi personali.
Quali e quante potranno essere le speranze per i Reggini di poter in un futuro prossimo vivere in una Città dove i diritti siano commisurati ai doveri?