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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

venerdì 12 novembre 2010

UNA PREGHIERA AL GOVERNATORE DELLA CALABRIA GIUSEPPE SCOPELLITI

Lettera a Giuseppe Scopelliti


   In una regione nella quale la sua persona è stata assunta quale bandiera di riscossa dinanzi a situazioni di ingiustizia sociale, voglio esprimere a Lei, in rappresentanza di tutti i politici
calabresi, il mio personale disappunto per quanto si verifica ormai da diversi anni nell’ospedale “Bianchi Melacrino”di Reggio Calabria.
E’ il disappunto, forse anche la rabbia, di una semplice e umile volontaria che da svariati anni svolge la sua missione nelle corsie dell’ospedale e che ora, facendosi portavoce dei volontari ospedalieri, vuole esporre quanto segue.
Non si tratta di ingerenze nel campo sanitario, ma da credente cristiana, intendo manifestare a nome dei reggini di buona volontà, questa grande ingiustizia sociale che si perpetua ormai da tanti anni.
Celebrare l’Eucaristia in ospedale è lo stesso che celebrare in estremo oriente, ossia in luoghi di fortuna, quasi in clandestinità; la vecchia cappella, ormai transennata, in via di disfacimento si sgretola sempre di più, la pioggia vi penetra dentro copiosa e non è possibile entrarvi se non a proprio rischio e pericolo.
Il cappellano, sperando in un imminente restauro, ha cercato inutilmente un luogo provvisorio per il culto, eppure l’ospedale, così immenso ove c’è da smarrirsi, con ambulatori e spazi a perdere, non ha trovato alcuna collocazione per ricavare un luogo di preghiera.
L’unica soluzione suggerita al Cappellano, Don Stefano Iacopino: ricavare in un angolo dell’androne della Radiologia, con due pareti appositamente soprelevate, uno spazio angusto per adibirlo a cappella, simile a quel “caravan serraglio” che 2000 anni fa ha visto nascere Gesù, perchè non c’era posto per Lui in albergo. La posizione infelice del nuovo “caravan serraglio” è quanto mai indecorosa: lamenti di malati in transito per la radiologia, vocio di personale medico e paramedico interferiscono con la celebrazione della S. Messa, il tutto indegno di un popolo civile.
Nessuno intende avanzare accuse ad alcuno, ma la religiosità dei nostri politici non si esaurisce con una sfilata dietro il quadro della Madonna della Consolazione, la civiltà di un popolo si distingue dall’impegno che “chi conta” a qualunque titolo, si prodighi a venire incontro alle esigenze del popolo, anche in ossequio ai diritti costituzionali che prevedono il diritto al culto religioso.
Invece, la situazione irriverente e indecorosa passa davanti alla più squallida ignavia di laici e NON.
Non esistono presidi sanitari, grandi o piccoli, pubblici o privati, in cui non ci sia un luogo in cui celebrare l’Eucaristia, ma a Reggio Calabria presso l’ospedale “ Bianchi Melacrino” il più grande della Calabria, non esiste, un luogo dignitoso in cui raccogliersi in preghiera.
Onorevole Governatore, voglio sperare che, alla luce di quanto esposto, si faccia carico di questa inderogabile esigenza e si adoperi a che la cappella possa essere restaurata al più presto, rimuovendo gli ostacoli di natura burocratica, per venire incontro ai bisogni spirituali di chi vive nella sofferenza e cerca il conforto nell’incontro con Dio.
VOLONTARIA OSPEDALIERA
ADELE ZAPPIA PUNTURI