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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

martedì 1 marzo 2011

LETTERA AI MAGISTRATI: IL DISASTRO IDRO GEOLOGICO E' UN REATO PERSEGUIBILE D'UFFICIO?


      Signori Magistrati calabresi,
la maggior parte dei disastri idro geologici  non sono causati dalla pioggia abbondante che si abbatte su un territorio, ma, dalle opere idrauliche obsolete e inadeguate, a volte addirittura inesistenti. Regione , Province, Comuni e ANAS sono i principali responsabili dei disastri. 
I canali e relative sponde, gli  impianti idrovori e/o di sollevamento,  la regimentazione e sistemi di drenaggio dalle acque di pioggia delle pubbliche vie e piazze, cunette, caditoie e pozzetti di raccolta, devono essere sempre efficienti. Il controllo e la manutenzione programmata è obbligatoria  per prevenire gli allagamenti e le frane. Il Sindaco di un Comune deve  emanare un’ordinanza che impone ai proprietari di immobili e terreni la regimentazione e il convogliamento delle acque meteoriche, con la rimozione di detriti terrosi e residui vegetali. Il provvedimento obbliga anche gli agricoltori, i proprietari, i gestori e gli utenti titolari dei diritti d’acqua di fiumi e canali a curare la manutenzione e la pulizia delle sponde e degli alvei.
L’obiettivo è favorire il naturale deflusso delle acque anche a fronte di abbondanti precipitazioni, scongiurando ogni possibile pericolo per la circolazione stradale e gli smottamenti di terreno, nonché il ristagno di acqua nei fossi o nei canali dovuto all’ostruzione degli stessi. L’ordinanza  deve essere rispettata scrupolosamente altrimenti sono previste sanzioni amministrative pecuniarie  e la denuncia alle competenti autorità, secondo le previsioni di legge.
In particolare i fondi rustici devono essere dotati di “canali o scoli” sui terrazzamenti, con pendenze interne tali da consentire il convogliamento e lo smaltimento negli stessi fondi delle prime acque meteoriche. Per le aree di pertinenza dei fabbricati si deve provvedere alla raccolta delle acque meteoriche in pozzetti e canalizzazioni, capaci di assicurare un normale deflusso. Nei fondi limitrofi o frontisti a strade a uso pubblico va evitata l’invasione dei marciapiedi e delle sedi stradali da parte di vegetazione, terra e detriti, che costituiscano pericolo per autoveicoli e pedoni.
 In Calabria gli Organi competenti e le Amministrazioni Pubbliche hanno sempre sottovalutato l'importanza di emanare regole coercitive per evitare i disastri idro geologici. Addiritura non provvedono neanche alla manutenzione ordinaria e al controllo, permettendo a chichessia di abusare ed utilizzare in maniera impropria le condotte fognarie e  quelle delle acque meteoriche, ovvero, chiunque si può allacciare nella rete fognaria per scaricare acque meteoriche, senza che nessun organo di controllo si interessi del fatto illecito. I Vigili Urbani quasi sempre fanno finta di non vedere e, i tecnici Comunali addetti al controllo del territorio assegnato, quasi sempre tengono il sacco, permettendo allacci abusivi e lo svincolo delle cauzioni senza che sia stata riportata al pristino stato l'area oggeto dei lavori di allaccio.
Sono sostanzialmente gli illeciti a causare gli allagamenti e le frane. Gli effetti drammatici sono quasi sempre dovuti alla noncuranza, agli abusi e al disinteresse delle Amministrazioni Locali.
Credo ci siano tutti gli estremi affinchè la Magistratura intervenga d'Ufficio nei confronti dei responsabili che, spesso si macchiano del reato di "disastro" rimanendo impuniti.