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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

martedì 5 luglio 2011

ACQUA PUBBLICA: LA REGIONE CALABRIA DEVE SCIOGLIERE LA SO.RI.CAL. E COSTITUIRE IMMEDIATAMENTE L'A.R.A.C.


 Con il referendum del 12 e 13 Giugno, il 95% degli Italiani ha stabilito che l'acqua deve essere un bene pubblico e pertanto, anche la gestione degli acquedotti dev'essere effettuata senza lucro dagli Enti pubblici.
L'acqua, elemento naturale ed essenziale, come l'aria, che serve per mantenere in vita tutti gli animali e i vegetali della terra, non può essere oggetto di commercializzazione.  
Su quasi tutto il territorio Nazionale  il servizio acquedottistico è gestito ancora oggi da consorzi,  società private e miste. 
La Calabria è stata l'ultima Regione italiana a trasferire nel Novembre 2004 alla SO.RI.CAL, la società a capitale misto, pubblico/privato, la gestione dell'approvvigionamento e la fornitura all'ingrosso dell'acqua ad uso potabile sul territorio della Regione Calabria.
Il capitale sociale è detenuto attualmente, dalla Regione Calabria per il 53,5% e da Veolià - General des Eaux da parte di Enel per il 46,5%).
Il primo Consiglio d'Amministrazione, vedeva: il  Presidente Felice Maria Filocamo e l' Amministratore Delegato Raimondo Besson  indagati per truffa, e il dimissionario Direttore degli affari generali Michelino Rendina, denunciato successivamente dall'Ente Provincia di Reggio Calabria perchè, pur avendo vinto il concorso a Dirigente del Settore Ambiente, non possedeva nessun titolo di studio.  
Partiva male la  privatizzazione delle acque potabili calabresi, rivelandosi un grande fallimento in mano a dei lestofanti, più volte dichiarato e denunciato  da Sergio Abramo, allora consigliere regionale che  si è sempre distinto come convinto oppositore della politica di speculazione della SO.RI.CAL., oggi, da Presidente della Società Mista, ovviamente ha cambiato attegiamento, smentendosi da solo.
Adesso è giunto il momento di riportare tutto al pristino stato. La vittoria schiacciante dei "SI" referendari, obbliga l'Ente regione a sciogliere in breve tempo la SO.RI.CAL. per costituire l'A.R.A.C. (Azienda Regionale Acquedotti Calabria). Così facendo, la Regione può riportare il Servizio Acquedottistico, a quei livelli di qualità, efficienza ed efficacia che furono sempre mantenuti molto alti dai dipendenti Regionali, impiegati nel Settore Acquedotti, del Dipartimento Lavori Pubblici. 
Ritardare lo scioglimento della Società Mista, significherebbe un danno economico per gli utenti e sopratutto un danno economico per la Regione, succube di una politica affaristica e speculatrice, intrapresa da Veolià che, nonostante sia il Socio di minoranza, ha sempre agito in maniera Leonina, nell'interesse esclusivo della parte privata, sottraendo sempre più capitali alla Regione e di conseguenza, in danno dell'utenza.