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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

mercoledì 20 luglio 2011

IL PORTO DI SAN FERDINANDO: IMPROPRIAMENTE DETTO DI GIOIA TAURO, SUCCUBE DI UNA "POLITICA SBAGLIATA"

 Il mancato sviluppo del Sud, come tutti sanno, è dovuto alla politica sbagliata, adottatta già dall'inizio del 1900, nei confronti dei contadini e degli allevatori meridionali che, vennero penalizzati economicamente dalla morsa del Dazio.
Nel mentre, dal Centro a tutto il Nord, le attività commerciali si svolgevano direttamente o quasi, all'interno delle aree aziendali, al Sud, le aree di produzione distavano molto dai centri abitati e quindi, il trasporto delle merci verso le aree urbanizzate veniva gravato dal balzello applicato ad ogni "passo" Daziale.
In buona sostanza, il Dazio fu responsabile del mancato sviluppo economico delle aree meridionali, in particolar modo della Calabria 
Fino al 1970 l'imposta dovuta allo Stato per la produzione e il trasporto delle merci, fu veramente devastante. Impoverì sempre più i produttori  al punto tale da indurre molti contadini e allevatori ad abbandonare le proprie attività ed emigrare al Nord per trovare fortuna con altri lavori. 
Sta accadendo la stessa cosa per il porto di San Ferdinando e per l'indotto ad esso collegato. L'incapacità dei politici Calabresi ha fatto si, che, nel giro di alcuni anni, quello che doveva essere il porto più importante del Mediterraneo si è ridotto ad un ammasso di acciaio inerte.
La mala-politica Calabrese, fatta di lestofanti incompetenti e arroganti, ha prodotto in questi ultimi anni, soltanto chiacchiere. I viaggi della speranza a Roma, sono soltanto una presa per i fondelli, un modo come un'altro per lavarsi le mani, di fronte a un problema economico-sociale di così grandi dimensioni. 
Il problema del grande porto della Calabria deve essere affrontato con grande determinazione, e con altrettanta volontà di voler risolvere per sempre il problema.
Il rilancio del porto di San Ferdinando (c.d. di Gioia Tauro) può avvenire soltanto abbattendo la tassa di attracco. Solo in questo modo si può ripristinare a pieno l'attività portuale e reintegrare in servizio tutti i lavoratori portuali. Dando altresì, la possibilità a tutto l'indotto di rimettersi in moto, in maniera tale da far riprendere l'economia locale.  
Sarebbero bastati il Milione e più di Euro, spesi per l'effimera manifrestazione di Miss Italia nel Mondo per iniziare a rimettere in moto l'attività, favorendo l'attracco di decine di navi. Questo si che sarebbe stato un'ottimo investimento per la Calabria e per i Calabresi. Poter annoverare il porto di San Ferdinando tra i più efficienti ed efficaci del mondo sarebbe veramente e concretamente un grande ritorno d'immagine a livello globale, altro che, la "cagata" di Miss Italia nel Mondo.  
La soluzione è soltanto una. L'Ente Regione si deve fare carico della tassa d'attracco, almeno fino a quando il volano non è in grado di girare da solo. Tutte le altre proposte, sono soltanto demenziali panacee che non servono a nulla. Le promesse preelettorali adesso si devono mettere da parte, per dare spazio ad iniziative  intelligenti, concrete e lungimiranti.
Tutti i porti del mondo lavorano  a pieno regime, è mai possibile che solo in Calabria non si riesce a far decollare nulla  che  non siano soltanto chiacchiere e proposte demenziali?