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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

giovedì 15 settembre 2011

DIGA SUL MENTA: L'ALIBI DELLA MALA POLITICA REGGINA CHE DURA DA TRENT'ANNI

 


 Era l'anno 1985 quando venne posata la prima pietra per la realizzazione della diga sul fiume Menta, nell'entroterra Aspromontano.
Sono passati quasi trent'anni e la diga non è ancora ultimata. Scorrono soltanto fiumi di denaro pubblico al posto di fiumi d'aqua potabile.
L'idea di realizzare uno sbarramento lungo la fiumara del Menta, per creare un bacino idrico artificiale è stata soltanto una grande speculazione politico-affaristica. Con la diga del Menta, molti personaggi noti e meno noti hanno fatto affari d'oro. Inoltre, vista la penuria d'acqua potabile nella città di Reggio Calabria, la diga è sempre stato un ottimo alibi per gli Amministratori Reggini, incapaci di risolvere con interventi  fungibili alla diga, il problema della carenza idrica nella Città.  
Sono in molti a sostenere che il problema della carenza di acqua potabile in Città dipende soltanto dalla fatiscenza delle condotte, dagli utilizzi impropri e dagli allacci abusivi per scopi agricoli. La sommatoria di tali inconvenienti, riduce notevolmente la quantità di acqua necessaria per alimentare senza soluzione di continuità tutte le utenze.
Anche il sottoscritto è dello stesso avviso, anzi, posso dichiarare e provare che, la quantità di acqua proveniente dalle sorgenti e quella sollevata dai pozzi freatici è il triplo di quella necessaria, ovvero, vengono canalizzati nelle condotte idriche circa 750 litri/giorno per abitante, quando, il fabbisogno giornaliero si può stimare  in 200/250 liti per abitante. Questo, sta a significare che nel comune di Reggio Calabria c'è acqua a sufficienza per tutti. Quindi, sperare nella messa in funzione della diga per risolvere la carenza di acqua potabile è una considerazione sbagliatissima. Oltretutto, bisogna domandarsi: arriverà mai l'acqua dalla diga?  E se un giorno arriverà, sarà inutile, se prima non si risolvono radicalmente i problemi delle condotte fatiscenti e degli abusi.
Analizzando il comportamento degli Amministratori di questa Città, succedutisi nel trentennio, sin dall'inizio dei lavori per la costruzione della diga ad oggi, si nota una netta propensione a non voler risolvere definitivamente il problema della fatiscenza della rete idrica della Città e degli abusi, aggrappandosi sempre all'alibi dellacqua che dovrà provenire dalla diga. Luogo comune sono le dichiarazioni di tutti i Sindaci eletti nel trascorso trentennio a Reggio Calabria, sia di sinistra, di destra e di centro. Tutti hanno sempre sostenuto che quando l'acqua montana  arriverà a valle, finiranno tutti i problemi. Tutte balle!! Oserei dire.
Il problema è sempre stato sottovalutato da tutti, o meglio, mai preso in considerazione con la dovuta importanza.
Moltissime sono state le possibilità per usufuire di finanziamenti anche Comunitari al fine di ricostruire totalmente tutta la rete idrica, anche quella capillare, sino al contatore dell'utente. Invece, specialmente negli ultimi dieci anni Scopellitiani,  con il contributo Statale per l'emergenza idrica nella città di Reggio Calabria è stato realizzato soltanto un dissalatore. Un'altra opera inutile!! Costata otto milioni di Euro, con i quali, si sarebbero potuti sostituire le condotte fatiscenti nei rioni maggiormente interessati dalla carenza idrica e realizzare un grande impianto di sollevamento lungo la fiumara Catona, dove, nel sottosuolo scorre un'ottima e abbondante acqua, proveniente dall'aspromonte.
Tirare in ballo la diga ogni qualvolta si presenta il problema della carenza idrica in città è un machiavellico alibi o la stupida convinzione che la diga risolverà veramente tuti i problemi di natura idropotabile?