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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

martedì 21 agosto 2012

SE IL COMUNE DI REGGIO CALABRIA LASCIA L'ARTE IN PIEDI...: "CI VERGOGNIAMO DI VIVERE IN QUESTA CITTA' "



Come di solito faccio quotidianamente, leggo la maggior parte degli articoli prodotti direttamente dalla redazione di www.strill.it e quelli pubblicati nella rubrica. "LETTERE A STRILL" e, quando qualcuna mi colpisce in particolar modo esprimo sempre la mia opinione e/o la pubblico nel mio Blog, a volte integralmente senza nessun commento.

FONTE: www.strill.it (Lettere a STRILL)

gonzalo

SE IL COMUNE LASCIA L'ARTE IN PIEDI.....

Buona parte dei reggini l’aspettava dall’inizio dell’estate questa bella serata di musica, la prima di Roccella Jazz ormai tradizionalmente nel capoluogo, nella
location non male del Castello Aragonese; la si aspettava con ancora più ansia vista la povertà dell’offerta culturale di questa calda estate in città.
E così, con più fatica degli altri anni, vista la crisi e la cronica scarsità di mezzi, l’Associazione
Culturale Jonica anche quest’anno è riuscita a partorire un bel programma, inaugurato dai Dajaloo e soprattutto da Gonzalo Rubalcaba e il suo trio, artisti di levatura internazionale, ospiti di una delle rassegne musicali più importanti d’Italia.
Una sola cosa restava al Comune di Reggio Calabria da fare: provvedere ad una location decente, per rispetto ai cittadini, all’Associazione organizzatrice e agli artisti… che invece si sono ritrovati dal palco ad avere un perfetto colpo d’occhio di festa da paese.
Pochissime sedie a disposizione, quasi lo stesso numero di quelle portate da casa dagli spettatori ormai assuefatti alla carenza dei servizi più elementari; una piazza desolata, attraversata da tanta gente che cercava uno strapuntino fra scalini, ringhiere e quant’altro, pur di percepire con calma un po’ di musica; tutti i lampioni accesi che rendono vano qualsiasi tentativo di creare sul palco un’atmosfera adatta a seguire questo tipo particolare di musica, così diversa dal massificante e vuoto rumore che ogni notte si alza dai lidi sul lungomare, immancabile – questo sì – discount dello sballo.
Tutto ciò provoca inevitabilmente – tra l’ultima fila di sedie (non più di una quindicina le file di
sedie messe a disposizione dal Comune) e il primo scalino della piazza diventato platea da tenere occupata da giacche, borse, cuscini ecc. – uno spazio franco dove bambini e cani si rincorrono allegramente, casuali passanti parlano al cellulare, manca solo il carretto delle bibite per l’ultimo affondo ad una serata in cui uno dei più importanti artisti del suo genere si trova declassato a intrattenitore di piazza; e poco importa che non lo dirà mai in pubblico, chi frequenta realmente le manifestazioni artistiche lo sa.
Naturalmente nessun rappresentante delle istituzioni a far nemmeno passarella, o almeno non ha fatto mostra di sé: mica c’era Rocco Papaleo o il cabarettista che non vuole più nessuno ma che qui fa ancora tanto ridere, allora sì che vale la pena dispiegare sedie e presenze.
Possiamo dirlo? E’ uno schifo!
E che nessuno si permetta di dire che le nostre critiche dimostrano scarso amore per Reggio : noi la amiamo questa città, ecco perché nonostante tutto non abbandoniamo il suo capezzale!
La amiamo tanto che ostinatamente accorriamo quando qualcosa di bello e alto succede, per poi vergognarci immancabilmente perché NON SI FA COSI’, perché l’Arte è ritenuta tale solo quando è intrattenimento, perché anni di lavoro e ricerca di un artista sono considerati allo stesso livello di quattro battute sconce, perché non si vuole riconoscere che una grande fetta di città lo sa come si dovrebbero fare le cose, e sarebbe ora che i nostri amministratori alzassero il proprio sedere dalle poltrone (e non il telefono per farsi consigliare dai referenti politici romani) e andassero a imparare come in altre città si amministra il settore di riferimento, sia esso turismo, cultura, sport o verde pubblico.
Reggio è una città che da anni non riesce a organizzare d’estate una decente rassegna musicale o teatrale che possa veramente avere risonanza non dico nazionale ma calabrese, e non è questione di soldi, se ne sprecano molti di più per eventi episodici che bisognerebbe avere il coraggio una volta per tutte di definire ridicoli!
Si sta definitivamente perdendo una generazione ormai disabituata all’arte e al bello, soddisfatta di fare l’alba a suon di musica nei lidi sul lungomare, senza avere idea che le città sono fatte anche di spazi puliti e silenziosi, di fiori e verde pubblico curato, di eventi vari e ben divulgati, di taxi che rispondono a un numero di telefono e di addetti alla pinacoteca non riciclati da uffici limitrofi per leggersi il giornale.
Ma chi amministra lo sa? O viaggiano solo per i loro interessi di partito?
Ma quando se ne vanno?
Silvestro Sindigna