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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

lunedì 22 ottobre 2012

SE AL SUD SI PIANGE, AL NORD NON SI RIDE

 
 

   Sono finiti i tempi in cui si andava al Nord per lavorare. Oggi, in Italia, è noto a tutti il fatto che  non si trova lavoro da nessuna parte. 
Il Nord e il Sud, per la prima volta si trovano ad affrontare lo stesso grave problema: quello della mancanza di lavoro; elemento necessario e ineludibile, per far fronte alle necessità oggettive che ogni persona deve affrontare per potersi mantenere un tenore di vita dignitoso.
Anche se la percentuale di disoccupati è molto più alta al Sud (lo è sempre stata per i motivi a tutti noti), adesso, a prescindere dalle percentuali, il problema non è più locale ma, esteso in tutto il territorio nazionale.
Non serve a nulla mettere in evidenza le percentuali dei disoccupati o degli inoccupati. Adesso serve una politica seria e capace, volta principalmente a risolvere il problema sociale che affligge il tessuto sociale, dalle Alpi a Lampedusa. 
Il lavoro è un diritto, recita la nostra Costituzione, ma, a prescindere da qualsiasi trattato che lo sancisca, il lavoro è la base fondamentale per fare attivamente parte della società e, costruire la famiglia, ovvero, il primo Istituto fondamentale della Società civile.
Una'attenta e scrupolosa politica del lavoro, può risolvere definitivamente l'annoso problema dell'occupazione. Certo, non è facile intervenire e risolvere tutto immediatamente, ma, si deve e si può iniziare immediatamente a studiare tutte le soluzioni possibili, per inserire nel mondo del lavoro chi ne ha bisogno. Soprattutto, seguendo il criterio dalla professionalità individuale e dell'anzianità d’iscrizione nelle liste di collocamento. Non è ammissibile che ci siano elenchi chilometrici di persone iscritte nelle liste dei disoccupati e degli inoccupati che, oggi, hanno superato il mezzo secolo d'età, senza aver mai lavorato un giorno. Un fatto del genere non può essere assolutamente tollerato in nessun Paese, soprattutto in uno Stato Democratico come l'Italia dove, i principi fondamentali costituzionali si basano sul lavoro e sulla partecipazione. "Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società".  Dunque, non è più tollerabile il fatto che in Italia non ci sia lavoro per tutti. Oltretutto, l'intollerabilità nasce dal fatto che, nello Stato italiano anche chi non possiede reddito, ovvero, è senza lavoro, deve pagare le tasse (ammalati, studenti, proprietari di casa, proprietari di autoveicoli e tutte quelle categorie di persone che pur no percependo reddito hanno necessità di comprare beni e servizi.
La politica degli ultimi dieci anni non ha saputo affrontare il problema per come si dovrebbe, o meglio, lo ha sempre sottovalutato, pensando di minimizzare il dramma, con i famosi "ammortizzatori sociali" che, se da una parte hanno ammortizzato la caduta, dall'altra, non hanno assolutamente aiutato nessuno a rialzarsi.
L'Italia ha eccellenti risorse, sia al Nord come al Sud, per dare opportunità di lavoro a tutti: giovani e meno giovani. Ma, se no si attua una politica incentrata soltanto sullo sfruttamento delle risorse naturali, artistiche e culturali, difficilmente si potranno creare posti di lavoro sufficienti per tutti.
Il Sud purtroppo ha sempre pianto miseria. Una miseria che ha sempre fatto comodo a moltissimi personaggi della politica Italiana. Una miseria che, appositamente è stata sempre voluta dalla mala-politica, perchè faceva comodo. Perchè è servita a creare gli Istituti assistenziali per il Mezzogiorno, con i quali, i politici lestofanti, gli Amministratori delegati e i Consiglieri si sono arricchiti, al punto tale, da non sapere più dove mettere i soldi "rubati" in nome dello sviluppo meridionale e, se li sono portati all’estero.
Adesso però anche il Nord no se la passa tanto bene. I disoccupati aumentano vertiginosamente ogni giorno e, purtroppo, anche i suicidi. Molti imprenditori sono falliti e molti altri sono sull’orlo del fallimento.
Certamente c'è una notevole differenza tra gli Italiani del Nord, quasi tutti occupati e abituati da sempre al benessere e, gli Italiani del Sud, quasi tutti disoccupati e, abituati da sempre ad accontentarsi di quello che passa il convento.  Ma, oggi, qualcosa di drammatico li accomuna: LA DOSOCCUPAZIONE.  Questa disoccupazione che si è livellata su tutto il territorio nazionale,  senza nessuna distinzione geografica. Questa disoccupazione che è il frutto di una politica scellerata, fatta d’inganni e sotterfugi, volta come sempre, al facile arricchimento.
Adesso siamo tutti Italiani poveri. La differenza tra Sud e Nord si è assottigliata tantissimo, al punto tale, da essere quasi impercettibile. 
Forse la mala-politica per la prima volta ha fatto qualcosa di buono. Ha reso gli Italiani tutti uguali!!