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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

lunedì 6 maggio 2013

Assenteismo e timbrature cumulative: ”il pesce puzza dalla testa”


   

 Con l’indagine effettuata della Guardia di Finanza al Comune di Reggio Calabria, è stata scoperta quella che si può chiamare “prassi consolidata”, applicata in molte Amministrazioni pubbliche italiane.   
Il risultato degli accertamenti effettuati dalle Fiamme Gialle, si configura come la scoperta dell’acqua calda. In questo caso, non si vuole assolutamente mettere in ridicolo l’operato degli investigatori, ma, si vuole fare notare, il fatto che, non c’è la necessità di ricorrere alla Magistratura per risolvere certe vicende all’interno degli uffici pubblici. Come si suol dire: “I panni sporchi si lavano in famiglia”. Tutto dipende però, dalla volontà dei Dirigenti di volerlo fare o no. Se poi, il Dirigente applica rigorosamente l’esilarante regolamento c.d. “Decalogo del Capo” nel quale, all’Articolo 8 leggiamo: “Il capo non lascia mai il lavoro. Si assenta in quanto è richiesta la sua presenza altrove”, allora, tutto cambia aspetto e si comincia a pensare che: …“il pesce puzza dalla testa”.
Quanti Responsabili d’Ufficio o Dirigenti danno l’esempio? Bisognerebbe indagare prima sul comportamento di chi detiene la dirigenza o la posizione organizzativa; perché, spesso, il dirigente di un ufficio pubblico, non soltanto non impedisce che alcuni dipendenti pongano in essere reiterate violazioni nell'osservanza dell’orario di lavoro, aggirando in modo fraudolento il sistema computerizzato di controllo delle presenze, ma, addirittura, favoriscono intenzionalmente tale comportamento, lasciando in libera uscita permanente i lavoratori fedelissimi, i quali, provvedono puntualmente almeno due volte l’anno (per Pasqua e Natale), ad appesantire, con riverente atteggiamento, l’autovettura del Capo.