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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

mercoledì 15 maggio 2013

...C’ERA UNA VOLTA LA CALABRIA


    

    Non è il titolo di un nuovo film, ma si potrebbe veramente pensare di scrivere un copione per la produzione. Verrebbe fuori una vera storia drammatica: il confronto tra la Calabria antica, vista nascere dai nostri padri e la Calabria attuale, quella che noi figli stiamo vedendo morire.
Noi che: abbiamo raggiunto il mezzo secolo di vita e siamo stati testimoni del drammatico, cambiamento, possiamo dichiarare di aver vissuto nella nostra terra, il periodo delle tre fasi inverse, di un’insolita metamorfosi. Restando in tema cinematografico, sarebbe come vedere un film al contrario.
 Abbiamo visto la Calabria trasformarsi da splendida farfalla, qual’era negli anni sessanta, in crisalide dopo e adesso in bruco. Un processo di progressiva atrofizzazione che ha prodotto una reazione endogena nella popolazione calabrese, al punto tale da far provare odio e sdegno per la terra dove si è nati e dove si vive, esclamando a volte, nei momenti più tristi e bui: “Maledetta Calabria”.
Ritornare oggi, dopo trent’anni, negli stessi luoghi, dove un tempo,  c’erano soltanto meravigliosi sogni a occupare la nostra mente, non è per niente piacevole. Ci rendiamo subito conto che, tranne la toponomastica, tutto è stato modificato e deturpato, irrimediabilmente.
Madre Natura con la Calabria è stata molto generosa, riuscendo a generare una terra meravigliosa; mescolando i colori, i profumi e i sapori migliori, legandoli all'armonia e alla passione dei calabresi per la propria terra.
La Calabria, un tempo terra del sole, cullata dal mare e inebriata dagli intensi e magici profumi di Zagara, Gelsomino e Ginestra, oggi è l’emblema del degrado; il sinonimo di “flagello”. Terra di dispute e sfide politiche per le arrampicate più alte. Terra di passerelle e promesse mai mantenute. Terra da sfruttare per seppellirvi scorie tossiche e amianto.  
Strumento per truffare la Comunità Europea e l’INPS. Alibi, per ottenere incarichi di Commissario Straordinario per l’emergenza Sanità; Idrica; Spazzatura; Disoccupazione; ecc. La mala politica ha fatto della regione più bella d’Italia, una latrina a cielo aperto.
Tutto è scaduto, non esiste più niente che possa inorgoglire i Calabresi di essere Calabresi. La politica locale arranca per inerzia, ma non avrà più molta strada da fare. Presto, anche i lestofanti si accorgeranno che non c’è più nulla da mungere e delocalizzeranno i loro affari. Mentre, chi non può emigrare in cerca di fortuna, resterà in questa terra di sventura, rimpiangendo il passato e con gli occhi lucidi si domanderà: ....perché!