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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

martedì 14 maggio 2013

Strisce blu: carta bianca per l’ATAM di Reggio Calabria


   


  Prescindendo dalle considerazioni personali e dall’indirizzo della dottrina giuridica, spesso contraddittorie, in merito alla liceità o meno dei parcheggi a pagamento, realizzati nelle carreggiate, la disapprovazione dei cittadini è unanime.  

La maggior parte delle aree di sosta nella nostra città sono di proprietà comunale, date in concessione all’ATAM (Azienda Trasporti Municipalizzata) che, ha letteralmente preso possesso di tutto il territorio comunale per realizzare gli odiosissimi parcheggi a pagamento, cioè, le c.d. strisce blu, dove, per sostare un’ora all’interno, bisogna pagare la modesta cifra di un Euro. L’ormai famoso “pizzo blu”, termine coniato dagli automobilisti reggini. 

Si potrebbero anche stringere i denti, tollerando questa grande ingiustizia sociale, qualora i fondi raccolti (lacrime e sangue dei cittadini), detratte ovviamente le spese di gestione, il Comune li destinasse, per finanziare opere pubbliche, iniziando dalle migliorie stradali per la fluidificazione del traffico; la messa in sicurezza della viabilità; la creazione di nuovi spazi di sosta che non siano le carreggiate stradali.

 In realtà, del cospicuo incasso quotidiano (circa 25 mila Euro) che, in buona sostanza ammonterebbe a oltre sette milioni di Euro/anno, non si hanno notizie ufficiali. L’Amministrazione comunale per quanto riguarda i proventi dei parcheggi non è molto trasparente, lasciando libera immaginazione sulla loro destinazione.

Bisognerebbe leggere (qualora ce ne fosse una) la Convenzione stipulata tra il Comune di Reggio Calabria e ATAM, in maniera tale da poter avere la tracciabilità dei flussi di denaro che, dalle tasche dei poveri cittadini, ormai rassegnati alla vergognosa vessazione quotidiana, finiscono per alimentare cospicuamente le casse di chi ha carta bianca nella gestione dei parcheggi a pagamento.