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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

mercoledì 18 settembre 2013

L’UNIONE DEGLI STATI EUROPEI UNA FORZATURA INNATURALE: "La grande diversità tra i popoli europei non sortisce effetti positivi"



   Sono in tanti a pensarlo e sostenerlo con vigore. Mi riferisco agli Euroscettici.
Ovviamente, oggi, parlare di quest’argomento può sembrare alquanto banale e anacronistico, ma è bene ricordarci sempre del grandissimo errore commesso, nel voler costituire un’Europa unita.
Spesso, riflettendo sull’argomento, mi convinco sempre più della forzatura innaturale, compiuta dai sostenitori e attuatori del processo d’iniziazione dell’Unione degli Stati d’Europa.
Uso il termine “innaturale” perché ritengo sia l’unico aggettivo consono all’errore commesso. Alcide De Gasperi, Altiero Spinelli, Robert Shuman, Konrand Adenauer, Jean Monnet, Paul Henri Spaak, Jaques Delors; sono questi i nomi degli uomini che hanno pensato, proposto e sostenuto al punto tale da riuscire nell’intento. Gettando così le basi, per la concretizzazione dell’Unione degli Stati d’Europa.
Un comune denominatore univa questi storici personaggi, responsabili del “disastro” socio-politico-economico che oggi stiamo vivendo. Erano tutti d’ispirazione Cristiana. Appartenenti alla stessa dottrina e, credendo di fare un bene all’umanità, hanno finito per dimenticare gli elementi fondamentali che servono affinché un gruppo possa convivere in armonia, in un territorio di vaste dimensioni, con un sistema socio-politico condiviso dalla stragrande maggioranza del popolo .
Il primo elemento è la cultura e poiché la cultura è appresa, le persone che vivono in luoghi diversi avranno ovviamente differenti culture.
Influiscono ancora moltissimi altri elementi che ostano la convivenza civile e solidale tra popoli diversi: la lingua, il clima, l’alimentazione, la posizione geografica, le influenze dominanti remote, ecc.
Seppur giustificati dalla loro ispirazione Cristiana, i su citati personaggi, mossi allora, verso l’unificazione degli Stati Europei dal concetto di fratellanza Cristiana; oggi, non è più possibile continuare a mantenere le stesse teorie, continuando in un percorso a mio giudizio completamente sbagliato e innaturale. Si possono abbattere tute le barriere materiali, creando un grande territorio unito, ma, mai e poi mai si potrà raggiungere l’eguaglianza sociale, culturale ed economica.
Visti i fallimentari risultati finora raggiunti, soprattutto in campo economico, bisognerebbe porvi immediatamente rimedio, portando al pristino stato le cose. Credo sia urgentissimo e prioritario rivedere e riformulare il sistema monetario, poiché, i danni maggiori li ha causati l’Unione Monetaria Europea.
 In un contesto recessivo, con una disoccupazione dalle percentuali allarmanti, il continuare a sostenere e percorrere la strada dell’Unione, produrrà soltanto ulteriori danni economici e crisi politico-istituzionali sempre più difficili da risolvere che, generano conflitti anche violenti, tra la società civile e i Governi.