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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

domenica 13 ottobre 2013

FURTO DI ENERGIA ELETTRICA AI CITTADINI: l'Amministrazione Comunale di Reggio Calabria spreca migliaia di Kiliwattora negli acquedotti, facendoli pagare ai cittadini nella bolletta dell'acqua.



                             IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO SPIRITO SANTO

 Lo spreco d'energia elettrica dovuto alle lampade della pubblica illuminazione lasciate a volte accese anche di giorno e quelle negli Uffici durante tutta la notte, non è nulla a confronto di quanto viene consumato inutilmente negli impianti di sollevamento di acqua potabile del Comune di Reggio Calabria.
Il progetto, realizzato alcuni anni addietro, per la rete di distribuzione idrica della città di Reggio Calabria, doveva garantire una gestione centralizzata della rete stessa, ottimizzare l'adduzione e la distribuzione dell'acqua e razionalizzare, nel contempo, i servizi di assistenza tecnica. 
Il Comune di Reggio Calabria, tramite un finanziamento statale fece progettare e realizzare un sistema complesso e inutile, basato su circa 180 stazioni periferiche (pozzi, serbatoi, sollevamenti, nodi della rete di distribuzione) su rete cablata in rame (60) e fibra ottica (120). Il sistema, collegato a un centro di controllo basato su una soluzione fault-folerant, con due server Scada ridondati Proficy iFix, uno Scada terminal server per l'accesso via Lan o via internet al sistema, cinque workstation per attività di monitoraggio e/o sviluppo.
La gestione delle sottoreti,  affidata a gruppi indipendenti di Rtu, con logiche di automazione e controllo attuate in autonomia rispetto al centro di controllo, installate in ogni impianto di sollevamento, da molto tempo ormai rimangono accesi H.24, consumando inutilmente migliaia di Kilowattora.   
 Un sistema di telenotifica text-to-speech/sms/email doveva garantire l'inoltro delle segnalazioni definite dagli operatori al personale reperibile, che tramite connessione internet doveva verificare le cause delle segnalazioni ricevute. 
La sala controllo installata nella palazzina realizzata in adiacenza del serbatoio del "Lazzaretto", lungo la via Vecchia Cimitero, doveva integrare anche le funzioni di videosorveglianza, controllo accessi Rfid, sicurezza e rilevamento incendi. Rendendo disponibili le informazioni su un videowall basato su 6 cubi a retroproiezione da 67”.
Il centro di controllo che dispone anche di una specifica soluzione di energy management per la gestione e l'ottimizzazione dei fabbisogni energetici degli apparati, che integra un sistema fotovoltaico di autoproduzione installato sulla copertura del fabbricato, rimane costantemente acceso da anni, senza nessuna utilità.  
L'utilizzo del centro di telecontrollo doveva consentire una gestione efficiente e funzionale del sistema di supervisione e controllo della rete di distribuzione idrica.  Rendendo un  livello di sicurezza, grazie al continuo monitoraggio dei parametri idraulici di funzionamento (portate, pressioni, livelli)  e dei parametri elettrici di funzionamento delle pompe, che avrebbe dovuto consentire l'identificazione rapida di eventuali anomalie/guasti, facendo intervenire i tecnici addetti reperibili, nel tempo di qualche ora dalla segnalazione. 
Il sistema realizzato, nonostante sia collegato e alimentato H.24, non ha consentito nessun miglioramento della qualità e dell'efficienza del servizio e neanche un'ottimizzazione dei volumi di acqua invasati. 
Infine, da un punto di vista di efficienza energetica e ottimizzazione dei costi, il sistema implementato doveva servire a ridurre del 40% i consumi di energia elettrica e del 30% i costi della manodopera per la gestione della rete.
Morale della favola. Come per tutte le alte opere stile "Modello Reggio", il complesso  e sofisticato sistema di telecontrollo, indubbiamente inutile, per una rete idrica come quella della Città di Reggio Calabria, al momento serve soltanto a consumare inutilmente migliaia di Kilowattora che, puntualmente, vengono addebitati sulle bollette dei Cittadini. Lo chiamano "Servizio Idrico Integrato"....Si, perché nella bolletta dell'acqua hanno integrato anche l'inutile spreco di energia elettrica.