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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

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La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

mercoledì 29 gennaio 2014

Armi chimiche al porto di Gioia Tauro: quando l'ignoranza e la stupidità penalizzano l'economia

     

     La realizzazione del porto di Gioia Tauro è stata avviata nella prima metà degli anni 70, ed era legata alla concessione del progetto della Cassa del Mezzogiorno per la realizzazione del 5° Centro siderurgico italiano.
Venuta meno la realizzazione del centro siderurgico, negli anni 80, è emersa, per la prima  volta nella storia della politica calabrese il saggio orientamento politico verso una riconversione del porto, come polifunzionale, anziché come specializzato per l’industria siderurgica.
Vista la decisione di riconvertire la struttura portuale, si è configurata la potenzialità del porto per il “transhipment” di container trasportati sia da grandi navi transoceaniche che da piccole navi per la distribuzione di dettaglio “Feeder”.
Data la decisione di realizzare una struttura portuale di grande scambio commerciale, è stata, ovviamente, avvertita la necessità di procedere all’istituzione della Capitaneria di Porto, degli Uffici di polizia di Frontiera, della Guardia di Finanza, della Dogana e di un distaccamento del corpo dei Vigili del Fuoco.
L’attività di “transhipment” ha avuto da subito un formidabile decollo, raggiungendo la quota di oltre tre milioni di  container/anno, movimentati dalla Società MCT DEL Gruppo “Contship Italia”, concessionaria di circa 1,5 milioni di metri quadrati di suolo demaniale marittimo, che impiega circa  1500 unità lavorative.
Di conseguenza il porto è stato classificato di rilevanza economica internazionale con la Legge 27.02.1998 n. 30.
Il Porto di Gioia Tauro è sempre stato considerato sia dai Governi del Paese, sia da tutte le componenti politiche, un punto di eccellenza della portualità italiana. Anche il Governo attuale è della stessa opinione dei precedenti. Da Bonino a Lupi, da Letta ad Alfano a tutti gli altri.
Nessuno mai ha avuto da ridire, rispetto alla primaria efficienza del porto di Gioia Tauro, che, per dovuta informazione, bisogna precisare che ricade nel territorio del Comune di San Ferdinando.
Rispetto agli altri porti italiani, sempre pronti a dichiararsi primi della classe, Gioia Tauro è realmente il migliore, sia per la eccellente posizione geografica sia per la tecnologia di movimentazione e per le maestranze impiegate.
La marina militare americana, che è tra le strutture organizzate più potenti del mondo, lo considera con uno standard di sicurezza pari almeno a quello delle basi USA. Mentre L’ONU (massima organizzazione di integrazione internazionale), ha dato il suo placet senza riserva alcuna.
Le massime autorità italiane e internazionali hanno confermato che per efficienza, sicurezza e centralità nel Mediterraneo, il Porto di Gioia Tauro è il migliore.
Nonostante tutti gli sforzi mentali, non sono riuscito ancora a comprendere la posizione di coloro che si ribellano alle attività di trasbordo dei prodotti chimici provenienti dalla Siria e destinati ad essere caricati sulla nave statunitense MV Cape Ray, su cui saranno distrutti.
Proprio grazie alla peculiarità del porto di Gioia Tauro, saranno trasferiti con rigorosa cautela e nel rispetto dei Piani di Sicurezza a bordo del natante americano, decine di container, contenenti gas velenosi e agenti nervini, tra cui sarin e gas mostarda.
Le c.d. armi chimiche del regime di Bashar Assad saranno distrutte in alto mare, nell'ambito degli accordi internazionali con l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, sulla nave Americana, attrezzata per interventi del genere. Mi auguro che tale vicenda possa servire da lezione a chi ostinatamente, sulla base di preconcetti e di posizioni di bassa politica, ipocritamente si oppone al rilancio dell’economia del territorio e guardi invece al futuro di questo porto, volano per l'economia del Sud, con un'attenzione diversa e più ottimistica. Cogliendo le sue opportunità, che servono a mitigare il male della disoccupazione e a valorizzare al massimo le potenzialità di una struttura portuale invidiabile ed invidiata. La stupidità e l’ignoranza non sono foriere di sviluppo economico, ma soltanto di beghe di quartiere che non giovano assolutamente alla società civile e al mondo dell’imprenditoria.
La politica, soprattutto quella di scarsa qualità, deve stare lontana dalla politica economica che, ha un'altro codice di comportamento. Quello volto soltanto allo sviluppo imprenditoriale e al benessere economico del Popolo.