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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

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La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

sabato 22 febbraio 2014

Prorogato per altri sei mesi il commissariamento del comune di Reggio Calabria: provvedimento dovuto, commissari ancora in alto mare; estirpare il “Modello Reggio” non è cosa facile.


                              Palazzo San Giorgio

   Lo scioglimento di un Consiglio comunale è prevista dagli articoli 143 -146 del D.Lgs. 267/2000, quando emergono elementi concreti, univoci e rilevanti di una cattiva amministrazione. In questo caso, la gestione dell’ente locale è assicurata da una commissione straordinaria, composta da tre membri dei quali uno deve essere un dirigente amministrativo dell'Amministrazione civile dell'Interno. I commissari hanno il compito di amministrare l'ente fino all'elezione del nuovo consiglio e del nuovo sindaco. Nel caso d’infiltrazione o condizionamento di tipo mafioso, lo scioglimento conserva i suoi effetti per un periodo da 12 a 18 mesi, prorogabili fino a un massimo di 24 in casi eccezionali, e a seguire fino al primo turno elettorale utile (in questo caso in novembre-dicembre). Il Comune di Reggio Calabria ha sofferto, tra le altre cose, soprattutto di un’allegra gestione finanziaria che, è stata la causa principale dello svuotamento delle casse comunali e il fallimento del “Modello Reggio” che, non si basava sul principio di sfruttare le risorse naturali della Città, per produrre reddito, bensì, nello spendere le risorse pubbliche per organizzare effimere quanto inutili manifestazioni “promozionali”. Insomma, per dirla in breve, negli ultimi dieci anni non siamo stati governati da persone intelligenti e parsimoniose che amavano la città. In questo momento, i problemi da affrontare e da risolvere sono molteplici e sono sotto gli occhi di tutti. I servizi essenziali sono in default e non si prospetta, purtroppo, nulla di buono nell’immediato. I commissari annaspano, ovviamente non hanno la bacchetta magica, ma neanche la capacità di affrontare e risolvere i problemi più importanti con celerità.  “Abbiamo bisogno di altro tempo per rimettere in piedi il Comune” avevano scritto nella loro relazione, supportata dalla determinazione della Corte dei Conti che ha bocciato il piano di rientro, chiedendo due cose: “Dichiarare subito formalmente il dissesto (nei fatti già in atto da troppo tempo) e prorogare gli attuali commissari per provare a rimettere in piedi un bilancio e una macchina amministrativa oggi in ginocchio”.
Non c’erano dubbi sulla necessità di una proroga, nessuna ingerenza politica avrebbe mai potuto ribaltare un provvedimento dovuto. In questo caso non era ammessa nessuna discrezionalità. Gli atti e i fatti parlano chiaro, senza ombra di dubbio, ma i commissari navigano ancora a vista e in alto mare. Al fine di consentire il completamento del risanamento del comune di Reggio Calabria, il Consiglio dei Ministri ha prorogato di sei mesi lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria. Il commissariamento durerà fino a ottobre 2014, dopo di che, se tutto andrà per il verso giusto, i reggini dovranno tornare alle urne per eleggere una nuova amministrazione. Soltanto un dubbio mi tormenta: i commissari, riusciranno nell’intento, pur avendo a disposizione altro tempo? Oppure, vista la peculiare situazione che si è venuta a creare negli ultimi dieci anni, ci vorrà una Legge speciale: “Salva Reggio dal Modello Reggio”