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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

lunedì 31 marzo 2014

I CALABRESI OSTAGGIO DI UN UOMO CONFUSO CHE VA A RUOTA LIBERA

                                                Giuseppe Scopelliti 

   “Mi dimetto, non mi dimetto” – “Il mio futuro lo deciderò con Angelino Alfano” – “Mi dimetto perché la Calabria ha bisogno di un governo legittimato” – “Legge Severino credo operi comunque, ma io mi dimetto” – “Attendo per formalizzazione, ma non mesi” – “Candidarmi alle europee?" Me l’hanno chiesto dal partito più volte, ora resto qui a occuparmi della mia terra. "Nei prossimi giorni vedremo".
Sono le dichiarazioni di Giuseppe Scopelliti, dopo la condanna  in primo grado a sei anni di reclusione e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Ma cos’ha al posto della faccia questa persona? Un blocco di bronzo? E' mai possibile che non provi un briciolo di vergogna? Dichiara addirittura di doversi occupare della sua terra, come se fosse il sovrano della Calabria, senza mai però nominare i calabresi. Forse dei vassalli non gliene frega un cazzo!! Pensa soltanto al suo raccolto.
Siamo veramente giunti all’incredibile. Rasentiamo il limite che separa la realtà dalla fantascienza, mentre  la cosa più assurda, sono le dimostrazioni di solidarietà e d’affetto che riceve. Ovviamente, da uno spaurito numero di fans e dai suoi fedelissimi, i quali, questi ultimi, sono sempre stati foraggiati molto bene dal “Peppe” regionale.
“La politica del fare” gli affari propri, promettendo agli altri soltanto false speranze e capziose promesse e ai suoi compari posti di Capo Struttura. Una politica che ha ridotto la città di Reggio Calabria sul lastrico e l’intera regione in una maleodorante pattumiera a cielo aperto.
Pur essendo stato giudicato colpevole dei reati di abuso e falso in atto pubblico, spavaldamente quest’uomo continua a condizionare la politica calabrese, noncurante degli effetti negativi che produce il suo comportamento, in campo sociale ed economico.
La rabbia per essere stato colpito ingiustamente (secondo il suo parere) dalla mano della Giustizia, l’ha reso incontrollabile come una ruota libera.        
L’economia calabrese al momento appiattita e penalizzata da una serie di emergenze: sociali, economiche, strutturali e occupazionali. Con un’inflazione a +6% su base annua; consumi in forte calo e un numero sempre più crescente di disoccupati e imprese in crisi; richiede  una spinta propulsiva e non puerili atteggiamenti demolitori. Ma la cosa più terribile è che l’eventuale decisione di Scopelliti di dimettersi prima della sospensione “Severino”, alletta gli uomini del Nuovo Centro Destra (Angelino Alfano in primis) che assorti nei dissidi interni non sembrano per nulla preoccupati dei drammi che assillano quotidianamente la nostra terra. Perché, della nostra terra si tratta, cioè, della terra dei Calabresi onesti e non di quella di Scopelliti. Mentre qualche idiota scrive e pubblica frasi del genere: Oggi solo grazie ad uomini come Giuseppe Scopelliti i Calabresi sperano ancora in una terra migliore, dove poter crescere e creare un futuro glorioso e radioso”….. Ogni commento sarebbe superfluo.