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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

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mercoledì 26 marzo 2014

PROCESSO SCOPELLITI - CASO FALLARA: domani 27 Marzo la sentenza di primo grado....Tutti col fiato sospeso


                                       Giuseppe Scopelliti e Orsola Fallara

   Sta per concludersi il processo di primo grado che vede imputato Giuseppe Scopelliti, attuale Governatore della Regione Calabria ed ex sindaco di Reggio Calabria e i tre revisori dei conti, per i reati contestatigli di abuso d’ufficio e falso in bilancio.
Per l’ex Sindaco Giuseppe Scopelliti il Pubblico Ministero ha chiesto cinque anni di reclusione e la pena accessoria d’interdizione dai pubblici uffici per lo stesso periodo.
Cinque anni che sono riportati sulle prime pagine dei giornali cartacei e in quelli online che raggiungono anche tutti gli emigrati sparsi per il mondo, i quali, sperano, d’altronde, come tutti i Reggini onesti, che sia fatta giustizia.
Cinque, gli anni, richiesti dal Pubblico Ministero Sara Ombra.
Cinque, gli anni, per i quali il Tribunale il prossimo 27 Marzo si dovrà interrogare.
Cinque gli anni per i quali i Cittadini di Reggio si vedono costretti a porsi delle domande, a farsi degli interrogativi, a cercare delle risposte.
Inevitabilmente i Reggini saranno chiamati a uno sforzo interiore di notevoli dimensioni, perché, quel Sindaco, che hanno votato con tanto entusiasmo e fiducia, ora lo vedono seduto nel banco degli imputati, è stato il Sindaco del “Modello Reggio” e ogni altro commento sarebbe superfluo.
E in questo sforzo di portata collettiva e singola insieme, a nulla vale chiedersi “perché l’ho votato?”
Giuseppe Scopelliti doveva essere il Sindaco di tutti, invece....? 
La cittadinanza di Reggio Calabria adesso si sente responsabile dell’elezione di un Sindaco accusato insieme ai Revisori dei Conti di abuso e falso.
In quell’aula di tribunale, al banco degli imputati c’è seduto Giuseppe Scopelliti e i Revisori dei Conti, e nei posti riservati al pubblico, una città intera che attende, che aspetta, che spera nella giustizia.
Sì, è la città intera a sperare. Soprattutto quelli che l’hanno votato e che oggi s sentono traditi e feriti nell’orgoglio.
Questa non vuole essere la condanna a priori di Scopelliti e dei Revisori Contabili.
Il processo si basa sulla scorta di fatti e documenti processuali sulla quale il Tribunale sarà chiamato a decidere, facendolo ovviamente con serenità, con coscienza, con equilibrio e imparzialità, in nome del Popolo Italiano. Reggino in questo caso.
Alla vigilia della sentenza, la città tutta spera nella giustizia come non mai. Non può non manifestare la propria partecipazione ideale a un processo che vede un Sindaco accusato di aver abusato e falsificato atti che avrebbero prodotto nocumento all’intera collettività Reggina. Se Scopelliti è responsabile o meno, questo sarà il Tribunale a deciderlo.
I giudizi del Popolo non sono sentenza. Non si possono formulare valutazioni in merito alle responsabilità personali. Ma si può senza dubbio giudicare lo stato in cui versa la Città oggi e com’è stata amministrata negli ultimi dieci anni.  
Domani, Giuseppe Scopelliti, Carmelo Stracuzzi, Domenico D'Amico e Ruggero De Medici, saranno giudicati. Si troveranno di fronte alla giustizia e incrociando le dita e lo sguardo del Giudice, tratterranno il fiato nella speranza che non sia pronunciata la retorica formula: “Visto l’articolo 533”, mentre alle spalle degli imputati ci saranno i Giornalisti, la parte civile, i curiosi, e un numero limitato di persone che idealmente rappresenteranno tutti i Cittadini onesti di Reggio Calabria.