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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

venerdì 18 luglio 2014

QUANDO LA GIUSTIZIA FA RIDERE: Giuseppe Scopelliti già condannato in primo grado per falso, testimonia nel processo “falsa politica” a discarico di Cherubino


Giuseppe Scopelliti                                                                    Cosimo Cherubino

Non finisce mai di stupire il pianeta giustizia. In altri tempi un testimone già condannato anche se in primo grado non poteva neanche entrare in aula come spettatore

   Nell’udienza del processo “Falsa Politica”, quella svoltasi la mattina del 17 luglio u.s. nell’aula udienze del Tribunale di Locri. Oltre ai numerosi testimoni che hanno deposto su richiesta dei legali di Cosimo Cherubino, ex consigliere regionale dello Sdi, poi confluito nel movimento “Socialisti Riformisti” che aderì al progetto di Forza Italia dell’ormai decaduto governatore della regione Calabria Giuseppe Scopelliti che,  è statato ascoltato proprio come testimone a discolpa di Cosimo Cherubino.
Omettendo di pubblicare le dichiarazioni testimoniali di Scopelliti che, credo non interessino a nessuno, tranne che al Giudice; fatte dopo la classica lettura della formula di rito: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, m’impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza”. L’esclamazione nasce spontanea: (come recitava una famosa canzone dello scomparso Giorgio Faletti) “Minchia signor tenente”. Come ha fatto il Giudice ad ammettere un testimone condannato, anche se in primo grado per il reato di falso? Quale attendibilità può avere la testimonianza di uno che al momento non gode certamente dei migliori requisiti morali ed etici tali da poter essere considerato Galantuomo? Il Pubblico Ministero terrà conto del fatto che Scopelliti ha svariate pendenze con la giustizia?
Quale peso giuridico si può dare a una testimonianza, proveniente da una persona che della bugia ne ha fatto il suo cavallo di battaglia politico? Illudendo sistematicamente con le sue retoriche oratorie migliaia di elettori e non solo.
Comunicare bugie è un atto indegno e deplorevole sempre. Poiché le conseguenze, sono a volte drammatiche e i fatti spesso lo confermano. La giustizia non può non tenere conto della reputazione dei testimoni, altrimenti il processo si trasforma in una farsa teatrale risibile.