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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

sabato 2 agosto 2014

SERVE UN PRONTO SOCCORSO AGLI OSPEDALI RIUNITI: IL SOCCORSO C’E’ MA NON E’ PRONTO


                                                    In attesa al pronto soccorso

Nel caso in cui la patologia sia grave, la diagnosi potrebbe arrivare troppo tardi, trasformando il malato in defunto,….. Amen 

   Ennesima avventura del sottoscritto al pronto soccorso (“pronto soccorso“si fa per dire ovviamente) degli Ospedali Riuniti.
Accompagnato d’urgenza in ospedale l’amico Francesco, perché accusava un malore, descritto dallo stesso con i seguenti sintomi: annebbiamento e sdoppiamento della vista, capogiri e senso di calore eccessivo con sudorazione abbondante. Dopo la trafila al posto di registrazione e attribuzione del codice di gravità. E a proposito di codice, vorrei tanto capire, con tutto rispetto per la professione di ognuno, come un infermiere generico o un ausiliario possano comprendere il livello di gravità di un caso clinico. Di norma, all’accettazione ci deve essere almeno un infermiere professionale abilitato al Triage, poiché il fatto di comprendere tempestivamente la gravità di un malessere, può salvare la vita al paziente, anche nei casi più disperati.
Superata la barriera del codice, assegnato bianco a discrezione dell’infermiere di turno, non ci rimane che trovare una sedia libera per stare seduti e aspettare il turno per la visita medica.
Per descrivere il caos, le condizioni igieniche e il livello di privacy in cui versa il pronto soccorso, ci vorrebbero decine di pagine, quindi, è meglio mettere in evidenza le lacune più sostanziali, cioè: la mancanza di climatizzazione idonea, la carenza di personale ausiliario addetto al trasporto dei pazienti; la carenza di medici, paramedici, infermieri e soprattutto i tempi biblici di attesa prima della visita medica e degli esami clinici e/o strumentali.  
Per farla breve, siamo arrivati al pronto soccorso alle 19,00 e tra reclami, raccomandazioni e attività di volontariato a titolo personale e privato; siamo riusciti ad avere la diagnosi alle 24,00.
Fortunatamente, Francesco, ha soltanto subito le conseguenze di uno sbalzo pressorio, ma, nel caso di una patologia importante, probabilmente le sue condizioni si sarebbero potute aggravate, compromettendo irreversibilmente lo stato di salute e nella peggiore delle ipotesi sarebbe potuto morire.  
In breve vi ho raccontato l’ennesima avventura al c.d. pronto soccorso degli Ospedali Riuniti, dove, facendo riferimento a Dante; nel III canto dell’inferno lui scrisse: “Lasciate ogni speranza o voi che entrate”