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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

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La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

sabato 27 dicembre 2014

L’acqua non arriva ma la bolletta si: la triste storia dei Reggini maltrattati dal Comune


Natale senz’acqua per molte famiglie costrette a lavarsi dai parenti, pur pagando per intero la bolletta di casa propria 

     Sembrerebbe una storia dei vecchi tempi passati o del terzo mondo, invece siamo nella “Città Metropolitana” di Reggio Calabria, A.D. 2014
Analizzando bene la circostanza e ragionando sui disagi che l’Amministrazione Comunale sta creando a migliaia di cittadini, viene da pensare soltanto a una reazione violenta nei confronti di chi pretende il massimo rispetto dei doveri dai Cittadini ma non agisce di conseguenza, rispettando quelli che sono oltretutto i diritti essenziali degli utenti.
“Si stava meglio quando si stava peggio”, è un vecchio detto che rappresenta molto bene la condizione in cui si trova in questo momento la città di Reggio Calabria e restando in tema di metafore si può affermare che: “Sono cambiati i musicanti” ma purtroppo la musica non è rimasta la stessa; è cambiata anch’essa, però in peggio! Per quanto uguale poteva essere quella di prima alla precedente, almeno non era stonata. 
Io mi domando: dopo decine di segnalazioni all’Ufficio Tecnico comunale per le manutenzioni, dopo articoli di denuncia pubblica; addirittura dopo raccomandazioni con alcuni neo politici o pseudo tali che si vogliano chiamare, i cittadini continuano a non avere l’acqua potabile in casa e sono costretti a recarsi presso le abitazioni dei parenti più fortunati poichè hanno ancora il prezioso liquido in casa. 
Un vero e proprio maltrattamento sia morale che materiale, al punto di creare un danno biologico alle persone che in questo periodo ma, anche in altri, non hanno un goccio di acqua neanche per dare da bere agli uccellini in gabbia. 
Una situazione veramente drammatica, al limite della sopportazione che potrebbe generare reazioni anche violente da parte di chi sta soffrendo da molti giorni la mancanza d’acqua.
Le risposte dell’URP sono sempre le stesse: “Noi possiamo soltanto prendere la segnalazione, poi, il compito passa all’Ufficio Manutenzione”. Quale manutenzione? Se le perdite continuano a esserci e sempre allo stesso posto, nonostante le abbiano riparate decine di volte? Quanto costa all’Amministrazione e di conseguenza al cittadino riparare sempre la stessa perdita? Chi ci guadagna in questo procedimento scellerato di intervenire sempre nello stesso punto? Perché spendere decine di migliaia di Euro sempre per la stessa perdita, quando si potrebbe, sostituite il tratto di condotta deteriorato e risolvere con molto meno denaro, definitivamente il problema? Ho tanto l’impressione che ci sia una cattiva gestione del Settore Manutenzioni del Comune, dove il Dirigente arch. Marcello Cammera, (Il primo a dover essere sostituito dal neo Sindaco Falcomatà) invece di essere parsimonioso e trasparente nella gestione della cosa pubblica, sonnecchia, curandosi poco dei problemi dei cittadini contribuenti e molto di più delle necessità delle Imprese appaltatrici.
Quelli del PD la chiamano la “nuova primavera” che porta a “una svolta”, a me sembra tanto la stessa minestra e neanche riscaldata!!