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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

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La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

sabato 14 febbraio 2015

La SO.RI.CAL fa paura

Sempre agli onori della cronaca la Società che gestisce gli acquedotti calabresi. Le presunte irregolarità nella gestione preoccupano i cittadini che dubitano della qualità dell’acqua potabile erogata


 Nel novembre 2004 l'Ente Regione Calabria in forza  della L.R.10/1997, affidava alla SO.RI.CAL il servizio idrico potabile di tutta la Regione. Il trasferimento di competenze ha riguardato tutto il patrimonio che è stato realizzato in parte dall’ex Cassa del Mezzogiorno e successivamente dal Settore Acquedotti - Assessorato ai LL.PP. della Regione Calabria.   
Il Servizio acquedotti è sempre stato il fiore all'occhiello dell'Ente Regione, sempre elogiato per l'eccellente servizio prestato agli utenti, sia in tema di qualità sia di quantità e per la tempistica negli interventi di riparazione e manutenzione che garantivano sempre, anche la massima tutela della salute pubblica.
Poi, l’azzardata decisione della politica di voler privatizzare gli acquedotti regionali ha determinato un grave danno sia all'utenza che con il subentro della SO.RI.CAL ha iniziato a soffrire la sete sia alle opere acquedottistiche, deteriorare dall'incuria della Società mista, la quale, ha sempre pensato ai profitti e alle nomine di comodo all'interno del Consiglio d'Amministrazione, anziché alla conservazione del patrimonio e alla quantità e qualità del prezioso liquido erogato.
SO.RI.CAL. doveva nel rispetto della Convenzione tenere conto di quanto previsto dalla Legge Galli e dalla L.R. 10/1997, cioè: raggiungere gli obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità. In vero, l'allegra gestione di SO.RI.CAL ha fatto sì che più volte fossero chiesti rifinanziamenti all'Ente Regione. Inoltre, non bisogna dimenticare che SO.RI.CAL. è sempre stata oggetto di scandali, sin dal primo Consiglio d’Amministrazione, esautorato per gravi fatti illeciti, a fronte dei quali ancora oggi la Magistratura sta indagando. 
Nonostante con il referendum del giugno 2011, gli italiani abbiano sancito il “SI” all'acqua bene comune, la politica Regionale non ha predisposto il ritorno alla totale Gestione Pubblica del Servizio acquedottistico che, avrebbe prodotto primo effetto il miglioramento indiscutibile del Servizio e la certezza assoluta sulla qualità dell’acqua erogata, per com’è sempre stato precedentemente al trasferimento del Servizio alla SO.RI.CAL.
La SO.RI.CAL è sempre stata considerata dall’opinione pubblica una Società leonina, in quanto, il Socio privato di minoranza “Acque di Calabria S.p.A.” (46,5%) ha sempre speculato palesemente a danno dell’Ente Regione Calabria che più volte è stata costretta a notevoli esborsi di denaro per risolvere le lacune provocate dal Partneship privato.
Oggi, alla luce dei risultati divulgati dagli investigatori, emersi dalla nuova indagine denominata “Acqua sporca 2”, riguardante il bacino artificiale dal quale era prelevata la portata per alimentare i Comuni collegati all’impianto di potabilizzazione dell’Alaco; i cittadini hanno veramente paura di utilizzare l’acqua che il “Comitato Pro-Serre” aveva sempre sospettato e denunciato pubblicamente che fosse nociva per la salute.
Sembra che il “Carrozzone Sorical” (così denominato da Sergio Abramo nel 2005 quando fu eletto Consigliere Regionale Capogruppo del gruppo misto e membro della commissione consiliare Bilanci e Programmazione) faccia acqua inquinata da tutte le parti, ma soprattutto, faccia gli interessi del Gruppo privato.
Nonostante la SO.RI.CAL sia in questo periodo amministrata da due Commissari liquidatori: Baldassare Quartararo e Sergio Giordano, non ci sono segnali di cambiamento e il “Carrozzone” continua a procurare nocumento sia all’ente Regione Calabria sia alla popolazione che, oltre ai disagi subiti per la scarsa quantità, vive sempre nel dubbio anche dalla qualità dell’acqua ricevuta nelle abitazioni.