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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

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La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

venerdì 17 luglio 2015

“Il festival delle Città Metropolitane”: demagogica e strumentale campagna pro-profit

                                                                               Marco Tullio Cicerone


“Cicero pro domo sua” sarebbe la definizione calzante a perfezione per definire l’iniziativa organizzata dall’Istituto Nazionale di Urbanistica.  

   Fa veramente ridere, apprendere notizie del genere in merito alla costituenda Città Metropolitana di Reggio Calabria (se mai di fatto, verrà costituita), ma dopo aver letto interamente e attentamente il comunicato stampa dell’INU che in collaborazione con l’Ordine degli architetti di Reggio Calabria hanno messo in scena in tre atti il “Festival delle Città Metropolitane”mi si rilassano i muscoli facciali collegati alle labbra e si aprono i canali lacrimali. Per comprenderci meglio, mi viene da piangere!
Nella città di Giagurgolo (molti la definiscono di Giufà) per i politici e per alcune categorie sociali, tagliare nastri tricolore e organizzare “festival” (non della canzone purtroppo) è sempre l’occasione buona per apparire e magari anche proporre in anteprima ai cittadini (quelli che ancora credono a certi soggetti politici) opere inutili dal punto di vista della necessità sociale, ma utilissime per arrotondare lo stipendio.
Gira e rigira al centro dei dibattiti gravitano sempre proposte di realizzazioni di opere pubbliche che nulla hanno a che fare con le Politiche Metropolitane che non sono certamente materia per gli Architetti.  
Il sindaco Giuseppe Falcomatà parla di “orizzonti cui tende la sua Amministrazione per cogliere l’opportunità offerta dalla costruzione della città Metropolitana”. Costruzione? Forse il Sindaco intendeva dire costituzione, almeno me lo auguro. Perché se si parla di costruzione della città Metropolitana, già immagino lo scempio e le brutture che si realizzerebbero (vedi pista ciclabile) pur di sfruttare al massimo i finanziamenti PON Metro, ovviamente con l’unico intento di “far circolare il denaro”.   
Adesso, nel terzo millennio, in una città ridotta al nulla, dove i cittadini sono costretti a fare i salti mortali per ovviare a tutti i disservizi quotidiani che, non credo sia il caso di elencare, poiché chi vive a Reggio e non ha i paraocchi, riesce a vederli tutti senza leggerli in un elenco; s’inventano il risibile “Festival delle Città Metropolitane”. Emilia Clementi esclamerebbe: “Fitusi.. !!”. Come non dargli ragione?
A Reggio Calabria non esiste neanche un Vespasiano per pisciare e non siete stati in grado di istituire un sistema di raccolta differenziata che riesca a trasformare il pattume in risorsa e profitti.
Mentre la città puzza, come puzza anche il “Festival delle Città Metropolitane”, non siete in grado di comprendere che Reggio ha necessità di altro genere, che siano in grado di muovere l’economia a breve termine a prescindere dalla città Metropolitana che, dal mio modesto punto di vista non vedrà mai la luce.