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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

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La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

venerdì 21 agosto 2015

Comune di Reggio Calabria: dalla politica dei lestofanti a quella degli infanti


                    “Cu’ si menti chi’ figghioli ‘a matina  brisci cacatu” 

  Manca poco al primo compleanno della nuova Amministrazione politica reggina che vede nel settore della maggioranza una nidiata di giovanissimi alla prima esperienza politica, capeggiati dal neo “baby” sindaco Giuseppe Falcomatà.
Il tempo è tiranno e scorre inesorabilmente senza tregua. Lui cammina sempre e non si ferma mai; non teme gli ostacoli ma li crea.
Per una squadra di giovanissimi “politici” inesperti per giunta, il tempo è il nemico peggiore, ancor più del Gruppo politico di opposizione.
Il programma elettorale del centrosinistra sbandierato dai candidati ai quattro venti, riportava una lunga serie d’interventi e di priorità necessarie per sanare in breve tempo il declassamento della città. Demagogia! Soltanto demagogia elettorale accaparra voti.  
Durante il lungo periodo Scopellitiano, seguito dal più breve (17 mesi) arco di tempo, durante il quale è stato sindaco Demy Arena e dal successivo periodo di gestione commissariale la città ha perso la sua originalità urbanistica e tutte le sue splendide peculiarità storiche, architettoniche e culturali. Per farla breve, la città è stata mutilata e devastata per fare spazio a orribili e inutili opere come: il “Tapis Roulant”, l’ammodernamento del castello Aragonese, la ripavimentazione della Via Filippini, la ricostruzione di Piazza Carmine, la pista ciclabile, ecc.ecc. Tutte opere realizzate al solo fine di sfruttare (nel peggiore dei modi) i fondi PISL comunitari. Foraggiando così i parenti, gli amici e i compari della vecchia politica Scopellitiana che, con i lavori hanno a che fare in qualità di progettisti; direttori dei lavori; collaudatori e costruttori. Insomma, l’evidenza dei fatti dimostra soltanto un interesse personale e non per la città. Qualsiasi tipologia di lavoro andava bene, purché fosse remunerativo per gli affiliati e gli affini.  
Il periodo sfortunato e nefasto per la nostra città sembra non avere fine. Dalla politica devastante dei lestofanti che hanno usato e abusato dei soldi pubblici, strafottendosene dei danni (alcuni irreversibili) che causavano alla città, siamo passati alla politica degli infanti, cioè, a una gestione politico-amministrativa fatta da sbarbatelli incompetenti e presuntuosi che agiscono spesso animati più dall’istinto che dalla ragione, collezionando “flop” che creano soltanto nocumento a tutto il tessuto sociale.
“Cu’ si menti chi’ figghioli ‘a matina brisci cacatu” è un proverbio che calza a perfezione vista la condotta politica del sindaco Giuseppe Falcomatà e della sua Giunta. Dopo circa un anno dall’elezione del neo Sindaco, la città può contare soltanto su tanta “pupù” e non solo metaforicamente parlando ma anche oggettivamente. Siamo impantanati in una situazione veramente di “merda”! Sarebbe superfluo fare l’elenco degli errori già commessi da quest’Amministrazione nell’arco di tempo di appena un anno. Tutti ne sono a conoscenza.
Non se ne può più; quest’Amministrazione di centrosinistra agisce in maniera irrazionale e presuntuosa. Classico comportamento dei bambini capricciosi.   
Serve un freno molto rigido, altrimenti si rischia di fare una brutta fine. Dopo l’ultima vicenda del sequestro dei gazebo e della tassa sul soggiorno, sarebbe opportuno che il giovane Giuseppe Falcomatà se veramente ama come dice questa città (cosa che io dubito molto) desse le dimissioni subito, o almeno, iniziasse a fare le scelte opportune e necessarie veramente, con raziocinio e l’ausilio dei cittadini. Cioè con la formula della “democrazia partecipata”, tanto enfatizzata durante la campagna elettorale.