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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

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La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

venerdì 14 agosto 2015

Nicola Giunta: I cchiù fissa dù mundu sunnu a Riggiu!


Anche senza Facebook il compianto Poeta reggino capì  quanti stupidi ci sono a Reggio rispetto al resto del mondo. 

Nato a Reggio Calabria il 4 maggio 1895 è stato uno scrittore e poeta dialettale italianoFu un personaggio eclettico e molto attivo nella vita pubblica di Reggio Calabria durante il novecentro.
La maggior parte delle sue opere raccontano la vita quotidiana degli abitanti di Reggio Calabria, che lui distingue in due categorie: Reggini e “Riggitani”. La differenza tra le due categorie di indigeni per il Poeta è abissale e senza mezzi termini ha scritto le sue più importanti opere, mettendo in evidenza il livello di stupidaggine dei suoi concittadini. Ovviamente al quel tempo non esisteva Facebook e l’analisi antropologica si limitava alla qualità e non alla quantità. Se Nicola Giunta fosse vissuto oggi, con l’ausilio di Facebook avrebbe sicuramente potuto constatare con molta più facilità (facendo di conseguenza un’analisi empirica molto più dettagliata) sia il livello di stupidità del singolo sia la quantità di “storti” (stupidi) indigeni della nostra città.  
Tra le tante sue opere, una in particolare rappresenta in maniera dettagliata il comportamento, la personalità e il quoziente d’intelligenza (QI) di un campione, in questo caso di “Riggitani” agenti nel tessuto sociale.  Il titolo della poesia è: ”'NTA 'STU PAISI 'NC'ESTI SULU 'A PIRIA” della quale mi piace mettere in evidenza le due ultime strofe che di seguito vi cito:   
Paisi d'erba i ventu' e non di pianti:
va facitila a 'n culu tutti quanti!
Si 'nc'esti 'nu cartellu aundi rici:
“Sti 'ggenti tra di iddi su' nnimici!”

Nimici i cui? Oh, frabbica di storti!
Sunnu sulu nimici da so' sorti!
Nimici d'iddi stessi pi ppuntiggiu,
e i cchiù fissa dû mundu sunnu a Rriggiu!

Non è noto se il proverbio "Riggiu nun vindiu mai ranu" (Reggio non ha venduto mai grano) risale ad epoca precedente la nascita di Nicola Giunta, oppure è un detto contemporaneo al Poeta.  Resta il fatto inconfutabile che c’è molta attinenza tra i versi di Nicola Giunta e l’antico proverbio che ironicamente denigra la città di Reggio Calabria.
Albert Einstein dichiarò che due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana.  Sarà pure una coincidenza, fatto sta che Giunta e Einstein vissero quasi nello stesso periodo, li distingue soltanto una differenza di sedici anni; il  Poeta Reggino nacque dopo e come Einstein scopri l’esistenza di molti stupidi anche a Reggio Calabria. Essendo l’aggettivo “stupido” sinonimo di “fesso” più usato dalle nostre parti, il Poeta lo usava spesso nelle più svariate accezioni dialettali quando componeva i suoi testi poetici. Prova ne sia l’ultimo verso - Nimici d'iddi stessi pi ppuntiggiu,e i cchiù fissa dû mundu sunnu a Rriggiu!- della composizione intitolata: 'NTA 'STU PAISI 'NC'ESTI SULU 'A PIRIA”.
Se il grande scienziato Albert Einstein scoprì e dichiaro che “la stupidità è infinità”, confesso che una cosa non riesco a comprenderla: come fece Nicola Giunta senza l’ausilio di Facebook a scoprire che “i cchiù fissa dû mundu sunnu a Rriggiu! (i più stupidi del mondo sono a Reggio?)  ..Mhaaa!!!