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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

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La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

venerdì 12 febbraio 2016

IL MALE DELLA CALABRIA E’ L’ASSENZA DELLO STATO ALTRO CHE LA PRESENZA DELLA “NDRANGHETA”


                                                       Angelino Alfano

Alfano alla Conferenza Regionale delle Autorità di Pubblica Sicurezza a Reggio Calabria dà i numeri, ma quelli sbagliati!  

   Il Ministro dell’Interno Angelino Alfano ha presieduto giovedì 11 febbraio in Prefettura la Conferenza Regionale delle Autorità di Pubblica Sicurezza della Calabria, nella quale si è fatto il punto della situazione dello stato dell’ordine e della sicurezza pubblica nella regione.
“Abbiamo mantenuto - dichiara Alfano parlando del passato - gli impegni sugli organici e ci impegniamo (parlando del futuro) su quattro linee direttrici: 1) mantenere e aumentare la pressione sul territorio; 2) monitorare il settore degli appalti pubblici; 3) monitorare le amministrazioni locali; 4) un programma straordinario sulla giustizia che porterà un rafforzamento delle piante organiche dei magistrati.
“Abbiamo mantenuto, ci impegniamo, un programma che porterà”: sono i termini che ha utilizzato Angelino Alfano nel suo sconclusionato intervento, nel quale mischia e confonde passato, presente e futuro.
 “Non abbiamo paura della ‘ndrangheta - dichiara Alfano - e la metteremo in ginocchio come abbiamo fatto con la Mafia, ma per realizzare tutto questo abbiamo bisogno di una collaborazione maggiore sia da parte degli amministratori locali che da parte della società civile”.
 Ma come? Se prima dichiara di aver sconfitto la “mafia”, dopo chiede aiuto per sconfiggere la “ndrangheta”.
Alfano continua il suo intervento dando numeri sbagliati e dichiarando:
“Questa è una trincea che non può restare sguarnita e noi metteremo impegno no limits in questa terra così difficile, per liberarla da questo cancro”.
Dimenticando il problema dell’immigrazione clandestina e della disoccupazione che sono al momento il vero dramma della Calabria.
Il Ministro dell’Interno Angelino Alfano avrebbe dovuto documentarsi sul numero d’immigrati in questo periodo ospiti nei centri di accoglienza e nelle patrie galere e sul numero di disoccupati calabresi; così magari si sarebbe reso conto che il più grande problema della Calabria è la mancanza dello Stato e non la presenza della “ndrangheta”.
Il Governo italiano deve intervenire per risolvere il problema degli immigrati (molti dei quali clandestini) o con documenti falsi che stanno diventando un vero pericolo pubblico.
Alfano fa finta di non sapere oppure è così ottuso da non rendersene conto che in questo particolare momento le priorità per la Calabria sono: il lavoro, i trasporti, la sanità e la grande presenza d’immigrati, molti dei quali spacciano droga e si dedicano impunemente allo sfruttamento della prostituzione utilizzando per lo più donne nigeriane anche minorenni. 
Contrariamente a quanto afferma Alfano, mancano uomini e mezzi per contrastare le varie tipologie di criminalità. Molto spesso i cittadini si sentono rispondere dai centralini dei pronto-intervento: “Abbiamo solo una pattuglia dovete aspettare”, altro che presenza dello Stato!!           
Il Ministro Angelino Alfano ha risolto i suoi problemi politici tradendo le attese degli  Italiani (che lo hanno votato), sostenendo invece Matteo Renzi nelle sue scellerate iniziative e adesso vorrebbe farci credere con le sue elucubrazioni e pippe mentali che sta lavorando per risolvere i problemi della Calabria, che dal suo punto di vista si limitano alla presenza della “ndrangheta”, non rendendosi conto invece che ci sono tanti problemi in Calabria  per il semplice fatto che lo Stato è quasi sempre assente.