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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

venerdì 1 aprile 2016

Lira degli italiani

                                             L'emblema del benessere ai tempi della Lira 

Il passaggio dalla Lira all’Euro non è mai stato accettato volentieri dal Popolo italiano che oggi ne maledice l’esistenza 

Il primo gennaio 2002, anticipato da euforici titoli giornalistici e dall’entusiasmo di Romano Prodi (all’epoca presidente della Commissione Europea), la Lira veniva sostituita con l’Euro, la nuova moneta unica comunitaria.
L’enfasi con la quale veniva accolto l’Euro da parte dei suoi sostenitori, lasciava sbigottiti oltre che gli italiani in preda allo sconforto per l’introduzione di una nuova moneta, anche gli economisti euroscettici più critici, i quali, già avevano previsto il fallimento e il dramma economico che si sarebbe concretato con l’entrata in vigore della moneta unica europea. 
Il semestre in cui circolavano a braccetto le due monete: la vecchia Lira e il nuovo e giovane Euro, generò nella maggior parte dei cittadini soltanto molta confusione e disagio nel calcolare la conversione; però erano già in molti coloro i quali presagivano la catastrofe economica in cui sarebbe sprofondata l’Italia, ipotizzando anche l’alta percentuale di poveri che avrebbe generato la nuova moneta.   
Tra i politici euroscettici del tempo c’erano anche il ministro della Difesa Antonio Martino e il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, mentre Umberto Bossi, allora Ministro per le Riforme e la Devolution, dichiarava che dell’Euro non gliene fregava nulla.
Il tempo ha dato piena ragione a chi ha sempre dubitato dei benefici che la moneta unica avrebbe potuto portare all’economia italiana; ma l’aver previsto il dramma, non risolve il problema che giorno dopo giorno diventa sempre più grande.
Inutile addentrarci nel contenitore delle negatività e annoverare in maniera certosina quali sono i risultati di quattordici anni di Euro, poiché tutti gli italiani ne sono a conoscenza; moltissimi dei quali hanno sperimentato direttamente sulla propria pelle i danni causati dal passaggio dalla Lira all’Euro. Uno tsunami avrebbe causato meno rovine.
Gli italiani rivogliono la vecchia Lira. Oggi quasi tutti sono convinti che soltanto il ritorno alla sovranità monetaria può cambiare lo stato di fatto e contribuire alla ripresa economica della Nazione. L’esclamazione più utilizzata oggi dalla gente, nei rapporti commerciali di qualsiasi genere è: “Maledetto Euro”.
Il danno ormai è fatto e dunque, adesso, bisogna soltanto porre rimedio affinché l’effetto negativo dell’Euro non continui a mietere vittime innocenti e condizioni di indigenza sempre maggiori. Non esiste più un italiano che non sia euroscettico e la drammatica situazione economica in cui oggi versiamo è la prova empirica di quanti danni abbia provocato l’Euro.
La maggior parte degli italiani sono convinti del fatto che soltanto un ritorno alla Lira potrà farci uscire dal buio tunnel della drammatica crisi economica che ha messo in ginocchio l’Italia e quasi tutto il suo Popolo.